Nell’ambito del progetto “La voce dei nonni”, promosso dalla Famiglia Bellunese di Serra Gaucha, il consigliere Davino Contini ha raccolto la testimonianza di Naviglio Spagnol, 74 anni, storico direttore di coro della comunità di Nova Prata, nello stato di Rio Grande do Sul, Brasile.
Naviglio è nato a Bela Vista, oggi Comune di Fagundes Varela, e ha vissuto per 54 anni a Nova Prata. Le sue radici affondano tra Cremona, da parte di padre, e Bergamo, da parte di madre. Da decenni porta avanti la tradizione del canto corale, dedicando gran parte del suo repertorio alla musica italiana che ricorda l’eredità culturale lasciata dai primi immigrati.
«Oggi sono uno dei pochi direttori di coro che ancora valorizza la musica italiana legata a questa regione», racconta Naviglio. Tuttavia, osserva con rammarico come i giovani mostrino sempre meno interesse nel preservare queste tradizioni.
Nonostante ciò, la comunità continua ad offrire attrazioni che richiamano la colonizzazione italiana: piatti tipici, giochi di bocce, celebrazioni religiose in dialetto, canzoni popolari, musei che conservano la memoria dei coloni. Secondo Spagnol, la canzone Merica Merica resta un simbolo intramontabile: «Questa canzone rappresentava l’inno dell’immigrato e ciò che i nostri antenati trovarono nella terra promessa».
Quest’anno la comunità celebra i 150 anni di immigrazione italiana in Brasile. «Ringraziamo quei coraggiosi coloni — conclude Naviglio — per il lavoro, la fede e i sacrifici che ci hanno permesso di vivere oggi una vita dignitosa. Grazie Italia, terra delle nostre origini».




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