Tra le silenziose montagne bellunesi, nel piccolo cimitero di Quantin, frazione di Ponte nelle Alpi (BL), riposa una delle figure più iconiche del giornalismo sportivo italiano: Paolo Valenti, storico volto e voce della “Domenica Sportiva”, programma di punta della Rai.
Un gigante del giornalismo sportivo italiano
Nato a Firenze nel 1929 e scomparso nel 1990, Paolo Valenti è stato uno dei più autorevoli giornalisti della televisione italiana. Conduttore impeccabile, dallo stile sobrio ed elegante, è entrato nelle case degli italiani raccontando con passione e competenza le partite di calcio del campionato di Serie A e gli eventi sportivi più significativi degli anni d’oro della Rai.
La “Domenica Sportiva” e l’eredità culturale
Valenti è stato il simbolo di un modo di fare televisione che oggi sembra lontano: garbato, competente, misurato. Alla guida della Domenica Sportiva dal 1972 al 1990, ha rappresentato un punto di riferimento per generazioni di sportivi, appassionati e colleghi. Il suo stile giornalistico è ancora oggi considerato un modello di equilibrio tra narrazione sportiva e rispetto dell’etica professionale.
Un legame silenzioso con il Bellunese
Pochi sanno che Paolo Valenti scelse come luogo di sepoltura il cimitero di Quantin, un piccolo borgo nel comune di Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno. Un luogo appartato, immerso nella quiete delle Dolomiti, dove oggi è possibile rendere omaggio a una figura che ha segnato profondamente la storia del giornalismo sportivo italiano.
La sua presenza in questo angolo del Veneto è discreta ma carica di significato: rappresenta una memoria viva nel cuore delle Alpi, un legame tra la grande cronaca sportiva nazionale e la bellezza silenziosa delle valli bellunesi.
Un ricordo da custodire
Visitare la tomba di Paolo Valenti a Quantin è un gesto di riconoscenza verso chi ha saputo raccontare lo sport con passione, rigore e rispetto. Un’occasione anche per riscoprire il valore della narrazione sportiva come strumento culturale, e per rendere omaggio a un maestro del giornalismo televisivo italiano.




0 commenti