Guglielmo De Rigo. Da Belluno a New York, con l’amore per le Dolomiti

Redazione | 06 giugno 2025 alle 18:18 | 0 commenti

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Dalla quiete delle Dolomiti all’energia frenetica di New York: è il percorso, non privo di sfide e scoperte, di Guglielmo, giovane feltrino che, grazie a un’istruzione internazionale e a una forte motivazione, ha costruito un cammino accademico tra Canada, Francia e Stati Uniti. In questa intervista ci racconta come si è adattato alla metropoli americana, le difficoltà incontrate, il legame con Belluno e i consigli che darebbe a chi sogna un’esperienza all’estero.

Guglielmo, sei un bellunese all’estero, precisamente a New York.
Per fortuna non sono passato da Belluno a New York direttamente, altrimenti sarebbe stato davvero spaesante. Sono nato a Feltre. Ho studiato presso l’istituto Lollino e poi presso i Collegi del Mondo Unito, il quale offre la possibilità di partecipare a un concorso per vivere due anni all’estero e mi hanno proposto Victoria, in Canada. È stata una bella esperienza e alla fine mi sono diplomato lì.

Raccontaci di più di questa avventura.
Queste scuole mandano gli studenti in luoghi piccoli così non ci sono distrazioni. Infatti, Victoria non offre molto svago. In ogni caso, è stata un’esperienza davvero interessante. Successivamente ho trovato un’università in Francia, a Parigi, la quale offriva un programma di intersezione tra la politica, l’economia, la Legge e mi sono iscritto. Una bellissima esperienza interrotta dalla pandemia quando sono dovuto tornare in Italia. Fortunatamente ho trovato un programma pilota che metteva insieme l’università di Parigi alla Columbia New York.

Come è stato l’arrivo a New York?
Pazzesco. Io, un montanaro, uno che vive in mezzo ai boschi! Per i primi mesi è stato un po’ difficile, poi però ho iniziato ad apprezzare la diversità di quello che la città offre. L’Università dove ho studiato è ottima, ma molto competitiva. Dopo due anni e mezzo mi sono laureato.

Cosa pensi di fare ora?
Se rimanessi a New York sarebbe solo per lavorare per qualche anno, finché c’è la possibilità per crescere e imparare, ma sono molto legato a Belluno e all’Italia. Sempre a New York ho fatto qualche stage. Vorrei lavorare nell’ambito internazionale. Dopo la laurea ho iniziato le varie procedure per il visto. È sempre più difficile riuscire, per un italiano, a entrare negli USA. Ci sono degli ostacoli burocratici. Fortunatamente l’Università mi ha dato un visto di un anno che posso usare dopo la laurea, però il lavoro che trovo deve essere collegato al mio tipo di studi.

Aspetti negativi e positivi di New York?
Purtroppo, noi italiani siamo consapevoli della nostra fortuna solamente quando viviamo all’estero. New York è enorme: ci vuole molto tempo per spostarsi. A Belluno il contatto con la natura è immediato, a New York no. Natura, benessere e sicurezza sono fondamentali e a New York a volte questo manca. Ad esempio, sconsiglio di usare il cellulare in metro come si può fare in un autobus a Belluno e dopo il tramonto è pericoloso andare a Central Park. Un altro problema di New York è l’inquinamento acustico enorme e non c’è differenza tra giorno e la notte. Inoltre, gli stipendi pur essendo alti non compensano i costi elevati della vita. Un aspetto positivo è la facilità di conoscere persone. La gente è molto più aperta e pronta a conoscerti.

Che consiglio vorresti dare a un giovane che vuole andare all’estero?
La cosa che mi viene in mente è: inglese – inglese – inglese!!! Non mettetevi mai dei paletti, bisogna essere elastici. E se si ha la possibilità, bisogna partire. Si torna sempre più arricchiti con un bagaglio pieno.

Giulia Francescon

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