Un quadro normativo nuovo e complesso, che ha generato dubbi e difficoltà operative per le imprese del verde. Per fare chiarezza, Confartigianato Imprese Belluno ha organizzato un convegno specifico giovedì sera nella sede associativa, affrontando il tema della gestione di sfalci e potature e coinvolgendo tutte le figure chiave della filiera.
“La recente normativa in materia di gestione dei rifiuti introduce importanti novità per le imprese che operano nella cura e manutenzione del verde pubblico e privato – ha spiegato Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Belluno –. Con questo incontro abbiamo voluto offrire un aiuto concreto e ribadire l’importanza di affidarsi a imprese in regola anche per lo smaltimento. Inoltre, è fondamentale creare occasioni di confronto stabile tra operatori del settore”.
La normativa e le ricadute operative
La nuova normativa, in vigore da dicembre 2024, stabilisce che sfalci e potature sono da considerare rifiuti urbani, da conferire obbligatoriamente negli ecocentri comunali. Questo cambiamento ha impatti diretti sulle 296 imprese bellunesi registrate con il codice ATECO “Cura e manutenzione del paesaggio”, di cui il 21,62% ha questa attività come principale.
Giuseppe Lumia, presidente delle Imprese del Verde di Confartigianato Veneto, ha sottolineato la confusione che regna tra gli operatori: “Riceviamo continue richieste di chiarimento su rifiuti, formulari ed ecocentri, con timori fondati sulle sanzioni. Stiamo dialogando con la Regione e incontreremo a breve l’assessore Gianpaolo Bottacin”.
I nodi da sciogliere
Andrea Bona, presidente del Consiglio di Bacino “Dolomiti”, ha ricordato l’eccellenza di Belluno nella raccolta differenziata (85%), ma ha anche messo in evidenza le difficoltà legate allo smaltimento del verde: “Serve razionalizzare e automatizzare i processi. Il clima sempre più tropicale rende urgente intervenire”.
Marco Pazzini, direttore dello stesso Bacino, ha spiegato che la norma prevede il conferimento agli ecocentri, i quali però devono essere adeguati in capienza e accessibilità. “Ci sono 42 bacini tariffari e altrettanti regolamenti in provincia: servono regole omogenee. La Regione dovrà fornire linee guida, in base alle quali i bacini potranno riscrivere i regolamenti comunali. Pensiamo anche a convenzioni per aree dedicate o impianti specializzati”.
Un altro strumento in fase di attivazione è un comitato consultivo degli utenti, con la partecipazione delle associazioni di categoria, tra cui Confartigianato.
Le criticità concrete
Roberto Remor, responsabile tecnico di Bellunum srl, ha evidenziato cinque principali criticità operative:
- Accesso limitato agli ecocentri: le imprese possono conferire solo nel Comune in cui hanno sede, anche se lavorano altrove.
- Tariffe non uniformi: la categoria per la manutenzione del verde non è presente in tutti i regolamenti comunali.
- Conferimento limitato: molti ecocentri accettano solo ramaglie, non il verde, per questioni di costo.
- Accessibilità strutturale: gli ecocentri non sono adatti ai mezzi delle imprese, ma pensati per i privati.
- Costi e logistica: è necessaria una pesa per una tariffazione equa e l’individuazione di nuove aree idonee e autorizzate.
Il ruolo di Confartigianato
In conclusione, Luisa Bogo dell’Ufficio Ambiente di Confartigianato Belluno ha illustrato i servizi di consulenza e supporto offerti alle imprese associate, confermando l’impegno dell’associazione nel rappresentare le esigenze delle aziende del settore nei tavoli tecnici e istituzionali.
Sfalci e potature, oggi, non sono solo un problema di gestione, ma anche un’opportunità di crescita per un comparto sempre più strategico.




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