Emigrazione record. Impennata di espatri nel 2024

Simone Tormen | 03 maggio 2025 alle 01:48 | 0 commenti

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Boom di emigrazioni. Nel 2024 le partenze per l’estero hanno toccato il valore più alto mai osservato negli anni Duemila. Lo rilevano i dati diramati dall’Istat il 31 marzo.
191mila gli espatri registrati lo scorso anno, con un incremento del 20,5% sul 2023. La maggior parte (156mila) sono uscite di cittadini italiani, uscite che proprio tra gennaio e dicembre 2024 hanno visto un’impennata, con un più 36,5% rispetto all’anno precedente.
Le mete principali per i nostri connazionali con la valigia sono Germania (12,8%), Spagna (12,1%) e Regno Unito (11,9%).

I nuovi italiani
Aumentano anche i nuovi cittadini italiani. Le acquisizioni di cittadinanza da parte di stranieri residenti in Italia sono state 217mila. La fetta più grossa è rappresentata da neo-cittadini di origine albanese (31mila acquisizioni). Grande peso per marocchini (27mila acquisizioni) e rumeni (circa 15mila acquisizioni), con questi ultimi che, rispetto al 2023, scalzano gli argentini dalla terza posizione. In calo, infatti, le concessioni di cittadinanza proprio ad argentini (meno 11%) e brasiliani (meno 10%), mentre aumentano le attribuzioni a persone originarie del sub continente indiano (India più 30% e Bangladesh più 19%).

Quelli che arrivano e quelli che non tornano
Sul fronte degli arrivi, lieve calo per le immigrazioni dall’estero: 435mila nel 2024, con un meno 1,2% rispetto al 2023. La cifra è però più elevata se posta a confronto con i valori annui del decennio 2012-2021, periodo durante il quale non era mai stata superata la soglia dei 400mila ingressi.
La flessione delle immigrazioni registrata nel 2024, spiega l’Istat, «è dovuta alla consistente riduzione dei rimpatri di cittadini italiani, che hanno segnato un calo del 14,3%», attestandosi a 53mila unità, con rientri soprattutto da Germania, Regno Unito e Svizzera.
Di segno opposto gli ingressi di stranieri, aumentati dell’uno per cento, con il Bangladesh in testa tra i principali Paesi di origine, seguito da Albania e Ucraina. Da notare il forte aumento dei rientri in patria da parte di cittadini rumeni, che continuano comunque a rappresentare la comunità straniera più consistente.

Cala la popolazione, calano gli italiani
Complessivamente, gli stranieri attualmente residenti in Italia sono 5 milioni 422mila, con un’incidenza sulla popolazione totale del 9,2%. La maggioranza si trova nelle regioni del Nord (58,3%) e del Centro (24,4%), mentre è più contenuta la presenza al Meridione (17,3%).
Nel generale decremento di popolazione che si trascina ininterrottamente dal 2014, e che nel 2024 ha visto una nuova perdita di 37mila unità rispetto al 2023, risulta ulteriormente ridotta la popolazione di cittadinanza italiana, attualmente a quota 53 milioni 512mila, ossia 206mila unità in meno in un anno. Un assottigliamento dovuto a diversi fattori, tra cui spiccano il minimo storico di fecondità (1,18 figli per donna), la negatività del saldo naturale di popolazione (visto che i decessi superano abbondantemente le nascite) e i già citati espatri di cittadini italiani con la concomitante crescita della popolazione straniera residente.

Simone Tormen

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