Il Papa dalla fine del mondo

Ernestina Dalla Corte Lucio | 21 aprile 2025 alle 11:59 | 0 commenti

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Il nostro caro Papa Francesco è tornato alla Casa del Padre. E mentre il mondo intero si è stretto attorno alla sua memoria, il mio cuore di italo-argentina ha sentito il bisogno di rendere omaggio a colui che ha incarnato, come pochi, l’anima profonda delle nostre terre.

L’ho incontrato una sola volta, in Vaticano, ma è bastato per custodire il ricordo di un sorriso semplice e di poche parole gentili. Mi ha guardato negli occhi e mi ha parlato. Gli ho inviato i saluti della nostra comunità di San Miguel, dove lui, Cardinale Jorge Mario Bergoglio, anni prima, era stato rettore del Collegio Máximo. Un luogo che conosceva bene, che anche io ho percorso mille volte: le stesse strade, le stesse piazze, lo stesso cielo.
 Anche mia madre, Patrizia Lucio, lo ha visto talvolta camminare, raccolto nei suoi pensieri, mentre attraversava le vie tranquille di quel quartiere lontano dal cuore frenetico di Buenos Aires.

Papa Francesco è stato uno di noi. Figlio di migranti italiani, ha portato nel sangue e nell’anima la forza di chi ha lasciato tutto per cercare una vita nuova. E a sua volta è diventato migrante il giorno in cui ha lasciato per sempre Buenos Aires, per rispondere a una chiamata più grande: essere pastore della Chiesa universale.

È stato il Papa degli ultimi, dei poveri, dei dimenticati. Il primo gesuita, il primo sudamericano, il primo “venuto dalla fine del mondo”, come lui stesso ha detto il giorno della sua elezione. Ma soprattutto, è stato il Papa che ha saputo parlare ai cuori, con gesti di umiltà e parole di misericordia.

Nel suo pontificato ho rivisto la storia di tanti nostri nonni italiani, che sono partiti senza sapere cosa li aspettasse, sorretti solo dalla fede e dalla speranza.
 Ho visto il volto di un uomo che non ha mai rinnegato le sue radici semplici, che ha continuato a camminare con lo stesso passo. Pure con delle scarpe argentine di origine bellunese, che abbiamo raccontato anche su Ernestina dalla fine del mondo, la mia trasmissione su Radio ABM, che porta l’impronta del Papa già nel nome: “fine del mondo”, dove i cardinali sono andati a cercarlo quel 13 marzo 2013.

Papa Francesco ha speso ogni respiro per seminare la pace, per tendere ponti, per riconciliare i popoli.  Non ha mai smesso di richiamare il mondo alla responsabilità verso il creato, la nostra casa comune.Nella sua voce, forte e mite insieme, abbiamo sentito l’urgenza di prenderci cura della Terra e dei più fragili, come autentici custodi del dono che Dio ci ha affidato.

Oggi il mondo sta piangendo, ma io voglio ringraziare. Perché abbiamo avuto un Papa unico, che ci ha insegnato che la vera grandezza si misura nell’amore verso i più piccoli.
 Un Papa che è venuto da lontano, ma che in ogni angolo del mondo ha fatto sentire a casa chiunque abbia incontrato.

Buon viaggio, caro Francesco. Abbiamo un nuovo Santo in Paradiso a cui rivolgere le nostre preghiere.
 E ora, mentre sei tornato alla tua vera casa, ti affidiamo alla misericordia di Dio, che tanto hai saputo testimoniare. Non ci dimenticheremo di pregare te. Anche tu prega per noi. 

Ernestina Dalla Corte Lucio

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