La gita di questo mese ci porta in Cadore, esattamente a Cibiana, Paese dei Murales. Questo antico comune cadorino, che ora conta poco più di 400 abitanti, a partire dal 1980, è stato valorizzato con la realizzazione di murales che ricordano ed evidenziano le tradizioni, la storia e l’economia del borgo. Molte abitazioni, ormai deserte, hanno ripreso anima, grazie all’intervento di artisti di fama nazionale ed internazionale, guidati, per molti anni, dall’artista Vico Calabrò, che nei mesi estivi accoglieva e coordinava i lavori. I primi affreschi furono realizzati nella località Masarié, ma, con il passare degli anni, anche Cibiana di Sotto e Pianezze sono diventate un grande museo all’aperto.
Ora una sessantina di murales possono essere ammirati, percorrendo le viuzze del borgo; talvolta sembra di entrare nelle case, tanto sono realistiche le opere. Molto spesso, poi, l’artista si è ispirato proprio all’attività che veniva svolta in quella casa. Tra i tanti soggetti non potevano mancare “Al gelatier” e “L’emigrazione”, ma vale la pena ricordare anche alcune delle prime opere, come “La vecia e l’Alviano”, o “Al mandolin de Lelo”, realizzato dallo stesso Calabrò. Accanto a lui, tantissimi artisti, appunto; citarne alcuni, vuol dire fare un torto agli altri, pertanto rimando alla visita in loco, oppure di scoprirli sui numerosi siti su Internet. Alcune opere però, legate all’antica produzione di chiavi, ancora attiva, vanno ricordate: “”Al fer”, “La forgia” e “La fusina”.
A pochi chilometri da Cibiana, oltre il Passo Cibiana, una strada, servita da navette, conduce al Monte Rite, ma i più energetici possono arrivarci anche a piedi, percorrendo dei sentieri tra i boschi. Da alcuni decenni, accanto al rifugio, un forte di guerra è stato restaurato e riutilizzato per ospitare il “Museo tra le nuvole”, perché dalla sua altitudine di 2.210 metri sembra di essere, talvolta, tra le nuvole, ma nelle giornate serene si gode di una meravigliosa vista a 360° sulle cime più belle delle Dolomiti, come Civetta, Pelmo, Tofane e Antelao. Il museo, noto anche con il nome Messner Mountain Museum, è stato voluto dal noto alpinista Reinhold Messner, che vi ha portato numerosi oggetti provenienti dalle cime da lui scalate, ma vi si trovano ovviamente anche oggetti relativi all’alpinismo nelle Dolomiti, con foto, reperti librari e di oggetti e opere d’arte che ne illustrano l’evoluzione.




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