Quarant’anni fa Sandro Francescon, classe 1963, ha iniziato ufficialmente l’attività di legatoria, iscrivendosi alla Camera di commercio di Belluno. A quarant’anni di distanza, il primo aprile, uno dei suoi clienti più importanti, Colophonarte di Egidio Fiorin ha voluto omaggiarlo e nello stesso tempo celebrare l’artigianato artistico con una piccola cerimonia.
Quella del legatore Francescon più che un lavoro è un’arte, praticata ormai da pochi nel Bellunese e da nessuno a Belluno. Sì, perché nell’affollata (di fogli e libri) e arruffata sede dell’attività, all’inizio di via Feltre, nascono libri d’arte, come quelli di commissionati appunto da Colophonarte, la sfida editoriale e artistica di Fiorin, ma anche i volumi ritrovati in soffitta, mezzi distrutti dal passare del tempo, che Sandro Francescon restaura e cuce, e molto lo fa a mano con ago e filo. E poi ci sono le tesi di laurea degli studenti bellunesi o i fascicoli di notai e avvocati da rilegare. Senza dimenticare i libroni che raccolgono i giornali, come è il caso del settimanale Amico del Popolo.
Cominciamo però dall’inizio. Come nasce questo lavoro, come si sceglie?
“Sono figlio d’arte. Mio padre, Silvio, ancora negli anni Sessanta aveva aperto una attività di legatoria prima a casa, per un anno, poi nella prima sede di via Garibaldi, anzi Borgo Garibaldi, dove allora c’erano 15-20 attività artigianali. La nostra era una micro bottega, nel 1975 ci siamo trasferiti in questa sede in via Feltre”.
Erano gli anni d’oro per l’attività di legatoria.
“Erano gli anni delle enciclopedie. Si compravano i fascicoli una volta alla settimana, alla fine di un libro veniva comprata anche la copertina, poi si portava a rilegare. Praticamente in tutte le case bellunesi c’erano enciclopedie come Conoscere e Universo, e poi la Bibbia e i libri di montagna. Si lavorava tantissimo: ho cominciato guardando il lavoro di mio padre, che aveva una grande manualità”.
Come è cambiata la clientela in questi decenni?
“È cambiata tantissimo. Abbiamo lavorato molto con gli enti pubblici, per rilegare atti e documenti, un filone che ora è quasi esaurito. E anche le enciclopedie non ci sono più, se non qualche pubblicazione di settore. Sono subentrati i collezionisti, quelli che amano rilegare i libri antichi, oppure persone che vogliono restaurare libri dei genitori trovati in soffitta. C’è poi il settore delle tesi di laurea. Gli studenti mi mandano il pdf della tesi, io mi occupo della stampa e della confezione della tesi, anche con il logo dell’Università riprodotto come l’originale”.
Quanto tempo ci vuole per stampare e rilegare una tesi?
“C’è una pubblicità in televisione che annuncia la stampa di una tesi in 24 ore. Nei giorni scorsi mi è stato inviato il testo della tesi che doveva essere discussa il giorno dopo a Padova. Ci ho messo poco più di sette ore. Succedono anche cose simpatiche: l’anno scorso un ragazzo mi ha chiesto di stampare solo la copertina della tesi, lui non aveva bisogno per il suo corso di studi di un testo scritto ma voleva assolutamente fare la fotografia con la tesi in mano. Così ho preparato la copertina, con il plastificato che uso per le tesi, rinforzato da un cartoncino, e dentro ci ho messo solo dei fogli bianchi”.
Negli strettissimi spazi del negozio ci sono diversi macchinari, che sembrano piuttosto datati.
“Ma vanno benissimo. C’è una Muller Martini, che è la Ferrari della legatoria, avrà 50 anni. Il suo ruolo è quello di cucire i quartini di cui è composto un libro: si inserisce il libro e la macchina lo cuce con un filo di cotone e poliestere, perché deve essere molto resistente. Nel caso dei libri d’arte della Colophon, la rilegatura viene fatta a mano, con ago e filo. Io non faccio libri incollati ma cuciti con il filo, anche se sono fogli singoli, così da fare in modo che il libro non si disfi. Anche le tesi di laurea vengono cucite così”.
Ci vuole un sacco di pazienza.
“Non più di tanto, ormai ci ho preso mano. Comunque, la pazienza è quella che ci vuole per tutti i lavori artigianali, un lavoro classico che purtroppo si sta perdendo”.
Non c’è più interesse per la legatoria?
“Abbiamo fatto diverse iniziative come Confartigianato, ad esempio due anni fa alla mostra dell’artigianato di Feltre, e quest’inverno ai mercatini di Natale in piazza Martiri, con una dimostrazione di rilegatura manuale. Le persone vengono, guardano, fanno domande, sembrano interessate: se questo interesse avrà un seguito, non si sa”.
Marcella Corrà




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