Il ricordo di Idalina Peluso Paludo: una vita tra due continenti

Marco Crepaz | 15 marzo 2025 alle 13:03 | 0 commenti

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Idalina Peluso Paludo si è spenta il 1° marzo 2025 a Chapecó, Santa Catarina, all’età di 106 anni. La sua vita ha attraversato più di un secolo, segnato da grandi trasformazioni, dalla migrazione della sua famiglia dall’Italia al Brasile fino all’evoluzione delle comunità in cui ha vissuto. A ricordarla con affetto è anche la Famiglia Bellunese “Serra Gaucha”, che ne celebra il legame con le radici italiane e l’eredità culturale trasmessa alle generazioni future.

Le radici italiane e la nascita in Brasile

Nata il 25 novembre 1918 a Protásio Alves, nello stato di Rio Grande do Sul, Idalina era figlia di Gaetano Peluso, originario di Cosenza, e Rosa Negri, nata a Verona. Suo padre, figura di rilievo nella comunità locale, contribuì allo sviluppo della città e alla sua emancipazione da Lagoa Vermelha. Protásio Alves lo ricorda con il nome della sua via principale e di una scuola a lui intitolata.

Cresciuta in una famiglia numerosa, con ben 14 fratelli, Idalina ha appreso fin da giovane valori come il rispetto, la lealtà e la dedizione alla comunità.

Il matrimonio e la migrazione

Nel 1939, all’età di 21 anni, sposò Leonel Olmar Paludo e si trasferì a Fagundes Varela, dove nacquero i primi due figli, Neiva Teresinha e Nereu. Alla ricerca di nuove opportunità, la famiglia migrò poi a Chapecó, nello stato di Santa Catarina, dove si stabilì definitivamente. Qui nacquero altri due figli, Nilceu e Nilva Rosa.

Il padre di Idalina, Gaetano, le donò un terreno nel cuore di Chapecó, su cui la famiglia visse per diversi anni prima di trasferirsi nella zona rurale di Alto da Serra. In questo ambiente, circondata dalla natura, vide crescere i suoi figli tra vigneti, pascoli e paesaggi incontaminati.

Una vita tra cambiamenti e legami forti

Nonostante le difficoltà della migrazione e della distanza dai suoi parenti in Italia, Idalina mantenne sempre vivo il legame con le sue origini. La comunicazione avveniva principalmente tramite lettere, in un’epoca in cui le strade erano ancora poco sviluppate e gli spostamenti complessi.

Con il passare degli anni, tornò a vivere a Chapecó, dove vide crescere la città e la sua comunità. Nel 2018, in occasione del suo centesimo compleanno, realizzò il sogno di tornare a Protásio Alves, visitando i luoghi della sua infanzia e rivedendo amici e familiari.

Il lascito di Idalina

Idalina ha vissuto con ottimismo e dedizione alla famiglia, lasciando un’eredità di valori ai suoi figli, nipoti e pronipoti. Amata e rispettata da tutti, affrontava le difficoltà con determinazione, ripetendo spesso: «La tristezza arriva, ma sta a noi decidere se lasciarla restare».

Circondata dall’affetto dei suoi figli, nipoti, bisnipoti e persino pronipoti, Idalina si è spenta serenamente nella casa costruita sul terreno che suo padre le aveva donato. Con la sua scomparsa si chiude un capitolo di storia familiare, che unisce Italia e Brasile attraverso le generazioni.

Il ricordo di Idalina vive non solo nella sua famiglia, ma anche nella Famiglia Bellunese “Serra Gaucha”, che onora il legame tra gli emigranti veneti e il Brasile. La sua storia è un esempio di forza, generosità e amore per la vita, tramandato come un ponte tra due mondi che rimarranno per sempre connessi.

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