Paolo Forlin, classe 1978, archeologo bellunese e appassionato di storia medievale e terremoti, è stato recentemente premiato a Lamon, suo paese natale, per essersi distinto in Italia e nel mondo. Attualmente distaccato dalla Università di Bologna, Forlin sta lavorando a Chicago, alla Northwestern University, dove si dedica a un progetto su tre grandi disastri medievali: la frana del Mont Granier (1248), il terremoto del 1348 tra Italia, Austria e Slovenia, e l’alluvione del 1421 in Olanda.
Forlin spiega: «L’obiettivo è comprendere l’impatto di questi eventi e le risposte delle comunità colpite. Inoltre, voglio approfondire come le evidenze materiali di questi disastri continuino a ricordarci tali tragedie. A Chicago, sto anche perfezionando le mie competenze didattiche, partecipando a lezioni che coinvolgono molto più attivamente gli studenti rispetto alla metodologia italiana».
La passione per l’archeologia medievale
La passione per l’archeologia di Forlin nasce durante gli anni universitari. Inizialmente interessato alla storia medievale, scopre il corso di archeologia medievale e si appassiona a un nuovo approccio alla ricerca storica, esplorando tematiche come la mentalità medievale e gli insediamenti rurali e urbani del periodo.
Primi scavi e la necropoli romana di San Donato
Il primo scavo di Forlin è in Lombardia, in un castello lungo l’Adda, ma è la collaborazione con Davide Pacitti, che scava la necropoli romana di San Donato di Lamon, a segnare l’inizio di una lunga carriera nel campo. Nel 2012, Forlin promuove anche lo scavo sul colle di San Pietro a Lamon, rivelando la sua importanza storica. Questo sito, frequentato da almeno 2500 anni, ospita una chiesa Longobarda, e le future ricerche promettono di svelare nuovi dettagli.
Scoperte e ricerche sui disastri naturali
Forlin ha condotto ricerche su diversi disastri naturali medievali. Tra le sue scoperte più rilevanti, il terremoto che distrusse il villaggio di El Castillejo in Andalusia nel 1200, di cui non esisteva documentazione storica. Inoltre, lo scavo della frana del 1522 ad Azores ha aggiunto nuove informazioni sul rischio sismico di quella regione.
Un altro importante ambito di ricerca di Forlin riguarda il Vajont. Con un team di antropologi culturali di Durham, Forlin ha analizzato le evidenze materiali del disastro del 9 ottobre 1963. Queste ricerche, che comprenderanno frammenti di edifici, oggetti e paesaggi trasformati, saranno presto pubblicate, con l’obiettivo di contribuire alla comprensione e commemorazione della tragedia.
Forlin conclude con un messaggio di speranza: «Il mio lavoro in archeologia non riguarda solo il passato, ma anche come possiamo usare le scoperte materiali per riflettere sulle tragedie e imparare dal nostro passato».
Con una carriera ricca di scoperte, Paolo Forlin continua a contribuire in modo significativo alla comprensione storica delle catastrofi naturali e alla valorizzazione del patrimonio archeologico, sia a livello locale che internazionale.
Marcella Corrà




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