Domenico Balbinot

Redazione | 22 gennaio 2025 alle 15:33 | 0 commenti

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Domenico Balbinot nacque nel 1852. Sposato con Giovanna Salvador Brunetta, ebbe nove figli: in Italia, Caterina; in Brasile, Augusto, Antonio, Marietta, Avellina Maria, Guilherme, Rosa, Paulo e Adele.

La famiglia, infatti, emigrò in Brasile viaggiando a bordo della nave “Righi”, salpata da Napoli e giunta a Rio de Janeiro il 28 gennaio 1885. Una traversata segnata da un episodio drammatico: un incendio.

La storia racconta che il rogo sia stato causato accidentalmente da due marinai. Equipaggio e passeggeri si adoperarono in tutti i modi per spegnerlo, o perlomeno rallentarne la propagazione. Le parti della nave non ancora raggiunte vennero bagnate incessantemente. Merci e bagagli che potevano alimentare le fiamme furono gettati in mare e stessa sorte toccò agli alberi che, incendiati, furono tagliati dal capitano. Gli animali da macello, presenti per nutrire le persone a bordo, ruppero i loro recinti e, nella fuga disperata, morirono bruciati o inghiottiti dalle onde. Le donne, alle strette, sostenevano i bambini e pregavano implorando la salvezza. Se l’incendio avesse raggiunto la zavorra, il naufragio sarebbe stato inevitabile. Solo la divina misericordia poteva cambiare le sorti del “Righi”, quand’ecco il colpo di scena: le fiamme, che già avevano divorato tutto quanto incontrato nel loro cammino, si spensero con stupore di tutti proprio accanto alla cassa contenente l’immagine della Madonna, rimasta illesa in mezzo a quella distruzione.

«Miracolo!», esclamarono tutti. Le preghiere, mosse dalla fede di quei poveri, erano state esaudite.
Il “Righi”, ora senza albero, con le macchine funzionanti in modo precario e con il nome identificativo cancellato dalla fuliggine, era poco più che lo scafo di una nave con il suo carico umano, quasi senz’acqua e senza cibo, alla deriva. Ma i buoni venti, le correnti marine e la provvidenza lo portarono sulla costa brasiliana. Dopo sette giorni di stenti e paura, si intravidero le isole di Barra di Rio de Janeiro.
Senza un telegrafo per comunicare identificazione e situazione alle guarnigioni del porto, teli bianchi spiegati inviavano i segnali di soccorso.
Il “Righi” venne poi rimorchiato sull’isola di Flores, dove sbarcarono i passeggeri. Era il 28 gennaio 1885. Da Rio i coloni furono di nuovo imbarcati su navi costiere, che li trasportarono nel Rio Grande do Sul. Da qui si dispersero nelle diverse colonie di destinazione.
La stampa di Rio de Janeiro pubblicò degli articoli in cui evidenziò come la nave “Righi” non fosse adeguata per gli 862 immigrati italiani che portava a bordo.

In Sud America, Domenico acquistò dal governo brasiliano un lotto di terreno con una superficie di 320.500 metri nel comune di Monte Veneto, oggi Cotiporã, nello stato di Rio Grande do Sul.

Davino Contini – Famiglia Bellunese “Serra Gaucha”

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