Presso l’Ospedale di Feltre sono stati presentati i risultati del primo anno di attività di C’è Da Fare Safe Teen Dolomiti, iniziativa nata dalla collaborazione tra l’associazione C’è Da Fare ETS e l’Azienda Sanitaria ULSS 1 Dolomiti per offrire supporto specialistico ad adolescenti in situazioni di grave sofferenza psicologica e alle loro famiglie. Contestualmente, è stato confermato il proseguimento del programma per una seconda annualità, sostenuta dall’associazione con un finanziamento di 65.000 euro.
All’incontro di presentazione hanno preso parte la Direzione Generale dell’ULSS 1 Dolomiti, la Direzione della UOC Infanzia Adolescenza Famiglia e Consultori, l’équipe multidisciplinare dedicata al progetto e la presidenza di C’è Da Fare ETS.
Il bilancio del primo anno di attività
Avviato il 1° ottobre 2025, il progetto fornisce interventi ambulatoriali ad alta intensità assistenziale, con azioni che si estendono anche all’ambito domiciliare e ai contesti di vita quotidiana. Il servizio è pensato per i giovani residenti nel territorio dell’ULSS 1 Dolomiti per i quali le cure ambulatoriali ordinarie risultano insufficienti, pur in assenza dei presupposti per un ricovero residenziale o semiresidenziale. La prima annualità è stata supportata anche dal contributo di 30.000 euro fornito da Clivet S.p.A.
Nel periodo compreso tra ottobre 2025 e settembre 2026, il programma ha preso in carico 11 adolescenti di età compresa tra i 13 e i 18 anni (con un’età media di 17 anni), di cui il 70% di genere femminile e il 30% maschile. Tra le problematiche cliniche trattate rientrano disturbi ansioso-depressivi con autolesionismo e ideazione suicidaria, disturbo ossessivo-compulsivo, isolamento sociale e scolastico, e disturbi legati all’uso compulsivo di videogiochi (gaming disorder).
La presa in carico è stata gestita da un team multidisciplinare che ha erogato 1.102,5 ore di interventi diretti (psicoterapia, terapia familiare, colloqui con i genitori, visite neuropsichiatriche ed educazione domiciliare), per una media di circa 100 ore dirette per nucleo familiare. Includendo le ore di programmazione e lavoro d’équipe, l’impegno complessivo ha raggiunto 1.634,5 ore. Il percorso ha incluso anche gruppi terapeutici ed esperienziali per i ragazzi e per i loro genitori.
Le novità per la seconda annualità e la rete nazionale
Alla luce dei riscontri positivi emersi dai monitoraggi e dalle valutazioni delle famiglie, C’è Da Fare ETS ha confermato lo stanziamento di ulteriori 65.000 euro per la seconda annualità, che si sommano ai 60.000 euro investiti nel 2025. Nel corso del 2026 il progetto potrà avvalersi anche di un contributo di 25.000 euro erogato da Fondazione Cariverona.
Tra le principali novità operative figura l’introduzione di un modulo di media intensità della durata di sei mesi. Tale strumento è concepito per accompagnare in modo graduale gli adolescenti che hanno concluso il protocollo principale verso la presa in carico ordinaria.
La sostenibilità dell’iniziativa sul territorio si avvale anche del supporto di realtà locali come il Pedale Feltrino, tramite la raccolta fondi legata alla manifestazione “24h di Feltre”, e della famiglia Cremonese.
Il modello CDF Safe Teen si inserisce infine in un coordinamento scientifico nazionale che coinvolge importanti strutture sanitarie d’eccellenza — tra cui l’ASST Niguarda di Milano, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, l’AOU Meyer di Firenze e l’Istituto Gaslini di Genova — finalizzato al monitoraggio dei dati e all’avvio di uno studio multicentrico sulla salute mentale in età adolescenziale.




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