La prima fu Basilea. Praticamente assieme arrivò Zurigo. Poi Herisau e Sciaffusa, sempre in Svizzera, la culla della Bellunesi nel Mondo. Mons e Liegi espansero l’Associazione in Belgio. Da lì il passo fu breve per l’Est della Francia, per la Germania e via via per buona parte dell’Europa. E non solo. La voce arrivò anche oltreoceano, innanzitutto a Toronto, in Canada, e poco dopo a Montevideo, capitale dell’Uruguay. Fino a giungere nella lontana Australia, da Brisbane a Canberra, da Melbourne a Sydney.
E, ovviamente, in giro per l’Italia, a Borgosesia, Padova, Milano, Latina, Roma, Torino… Impossibile qui ricordarle tutte, ma dal 1966 in avanti, un po’ ovunque si formarono le Famiglie Bellunesi, vera colonna portante dei sessant’anni di storia del nostro sodalizio, motore essenziale nell’attrarre soci e nel dar loro quel sostegno e quella vicinanza che diventano fondamentali quando si è lontano da casa. Con le loro feste e i loro incontri, con i loro momenti di aggregazione e di comunanza, ma anche solo offrendo la possibilità di parlare lo stesso dialetto e di condividere le stesse speranze e le stesse preoccupazioni, sono state proprio le Famiglie Bellunesi in giro per il mondo a tracciare prima un sentiero e poi a dar forma a una solida strada per il percorso compiuto dall’Abm fino ad oggi.
Come detto, le prime a organizzarsi nel ’66 furono le Famiglie di Basilea (nata il 9 maggio) e di Zurigo (27 settembre), che già nell’ottobre di quell’anno ricevettero dall’allora presidente Vincenzo Barcelloni Corte il gonfalone della Provincia benedetto dal vescovo Muccin, sigillo ufficiale della nascita. Il primo stendardo al di fuori del Vecchio Continente arrivò nel 1971, a Toronto, dove già dal 1967 era attivo un circolo bellunese. In quello stesso anno sorse la Famiglia Bellunese di Borgosesia (Piemonte), la prima in Italia. Tante altre si costituirono sul finire del decennio, e tra gli anni Settanta e Ottanta vi fu un vero e proprio boom, con un rapido fiorire di collettivi che si riconoscevano nella comune origine bellunese e facevano riferimento alla sede centrale di Belluno dell’allora Aeb, Associazione Emigranti Bellunesi.
Nel frattempo, in una fase in cui l’emigrazione sembrava rallentare e cominciavano i primi rientri, era stata fondata anche la prima Famiglia Ex Emigranti, nata a Quero il 2 agosto del 1970. Nel periodo successivo, con l’obiettivo di riunire quanti erano rientrati in patria e spesso – dopo gli anni trascorsi all’estero – si trovavano a vivere nuovamente un’esperienza da “stranieri”, seppur nel proprio paese, ecco crescere la schiera dei circoli provinciali: 1980 Alano di Piave. 1981 Comelico e Monte Pizzocco. 1983 Cadore. 1985 Feltrino e Ponte nelle Alpi. 1986 Sinistra Piave. Elenco poi allungatosi in parallelo con il crescere dei ritorni a casa. Nuove realtà a favore dei rimpatriati, anch’esse capaci di rappresentare quel «ritrovo fraterno» di cui parlava l’articolo 27 dello Statuto Aeb dedicato appunto alle “Famiglie”. E presidi fondamentali nel fornire un contributo decisivo allo sviluppo dell’azione associativa.
I tempi sono cambiati. Nel corso di questo lungo cammino alcune Famiglie hanno cessato l’attività per mancanza di ricambio generazionale nella gestione. Altre resistono tra mille difficoltà, riuscendo a proseguire grazie alla passione e allo spirito di sacrificio di volontari encomiabili per la loro fedeltà all’Associazione e per una sincera e viva adesione agli ideali che ne hanno ispirato la nascita. A tutti coloro che in questi sessant’anni si sono impegnati, a qualsiasi titolo e a qualsiasi livello, nel sostenere le “nostre” Famiglie va il più sentito ringraziamento. Senza di loro non sarebbe stato possibile raggiungere questo traguardo.




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