La diffusione del volume “Cambiamenti climatici: scenari, sfide, soluzioni” negli istituti secondari di secondo grado della provincia di Belluno solleva una netta presa di posizione da parte del mondo accademico e della ricerca scientifica. La Società Geologica Italiana (SGI), la Società Italiana di Mineralogia e Petrologia (SIMP) e il Collegio Nazionale dei Presidenti dei Corsi di Studio in Geologia (Coll.Geo.) hanno espresso forte preoccupazione per i contenuti presenti nel testo, giudicati privi del necessario rigore e in aperto contrasto con le evidenze internazionali sul riscaldamento globale.
I presidenti dei tre organismi — Rodolfo Carosi (SGI), Paolo Mazzoleni (SIMP) e Agata Di Stefano (Coll.Geo.) — hanno diffuso una nota congiunta a sostegno delle critiche già sollevate dal Dipartimento di Geoscienze e dal Dipartimento TESAF dell’Università degli Studi di Padova, oltre che dal professor Carlo Barbante nella sua lettera aperta indirizzata al Comune di Belluno e alla Regione del Veneto.
Il nodo scientifico: l’origine antropica del riscaldamento globale
Al centro della contestazione vi è l’interpretazione delle cause dell’attuale crisi climatica proposta nel testo scolastico. Secondo le società scientifiche, il volume presenta ipotesi che minimizzano o distorcono il ruolo delle attività umane, ponendosi in aperta contraddizione con decenni di misurazioni, osservazioni e modelli interdisciplinari.
Le organizzazioni ricordano come la responsabilità umana, determinata principalmente dalle emissioni di gas a effetto serra, costituisca una conclusione ampiamente consolidata dalla comunità scientifica internazionale e ribadita nei report dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). La presunta equivalenza tra opinioni personali prive di riscontro e dati verificati viene indicata come un fattore di disinformazione incompatibile con la didattica.
La responsabilità delle istituzioni e il ruolo attivo degli studenti
La nota sottolinea come il patrocinio e la distribuzione di materiale editoriale all’interno delle strutture scolastiche da parte di enti pubblici comportino una precisa responsabilità etica ed educativa. Alle studentesse e agli studenti devono infatti essere garantite fonti aggiornate, trasparenti e fondate sulla letteratura scientifica di riferimento.
In questo contesto, SGI, SIMP e Coll.Geo. evidenziano un elemento ritenuto particolarmente significativo: la prima segnalazione sull’inadeguatezza dei contenuti è giunta dagli stessi studenti degli istituti bellunesi. Un fatto valutato positivamente dagli accademici come dimostrazione di spirito critico e maturità di fronte ai temi della transizione ecologica e della tutela ambientale.
Le tre organizzazioni rinnovano la disponibilità a supportare il mondo della scuola affinché l’insegnamento delle discipline geologiche e ambientali avvenga esclusivamente attraverso l’adozione di fonti autorevoli e scientificamente validate.




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