Negazionismo sul cambiamento climatico in un libro distribuito nelle scuole superiori di Belluno: protestano il mondo accademico e gli studenti. Il volume raccoglie gli interventi di un convegno organizzato lo scorso anno dal Comune di Belluno (che ha deciso di distribuire la pubblicazione alle classi quarte e quinte degli istituti superiori del capoluogo) con il sostegno della Regione Veneto.
Sotto accusa, in particolare, un capitolo firmato dal presidente dell’Ordine regionale dei geologi del Veneto Giorgio Giacchetti nel quale – rilevano Jacopo Gabrieli, ricercatore dell’Istituto di scienze polari del Cnr, e Carlo Barbante, docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia e presidente del Centro di studio e ricerca internazionale sui cambiamenti climatici – sono contenute affermazioni smentite dalle evidenze scientifiche consolidate e addirittura dati falsi, tra cui l’attribuzione dell’aumento delle temperature globali a cicli naturali di origine astronomica, l’asserzione di un impatto minimo da parte delle attività umane sulle emissioni che alterano l’atmosfera e la descrizione dell’aumento della Co2 – l’anidride carbonica – come conseguenze e non come causa del riscaldamento globale.
Il testo è stato descritto come «superficiale nei dati e allucinante nei contenuti» da Jacopo Gabrieli, del Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche. Il professor Barbante ha inviato una lettera aperta al sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin, e alle assessore competenti, Lorenza De Kunovich per il Comune, ed Elisa Venturini per la Regione, chiedendo la sospensione della distribuzione, il ritiro delle copie già inviate e una rettifica ufficiale destinata alle scuole.
«Il testo – sottolinea Barbante – presenta come fatti scientifici affermazioni che contraddicono lo stato delle conoscenze sul clima», e aggiunge: «è incomprensibile che un prodotto finanziato e diffuso da istituzioni pubbliche non sia stato sottoposto a un’adeguata verifica scientifica prima di essere consegnato agli studenti e ai professionisti».
Una richiesta, quella del ritiro, alla quale si è unita la Rete degli Studenti Medi di Belluno, giudicando «gravissimo che un ente pubblico finanzi e diffonda nelle aule informazioni false su un tema cruciale per il futuro dei territori montani».
L’assessora alla manutenzione dei parchi cittadini e del verde pubblico, all’ambiente, all’agricoltura, alla protezione civile e alla gestione delle aree cimiteriali di Belluno Lorenza De Kunovich ha difeso l’opera richiamandosi al principio dell’«ognuno può dire quello che vuole».




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