Tragedia sul Coldai: escursionista ceco perde la vita dopo una scivolata nella notte

Redazione | 14 settembre 2026 alle 12:01 | 0 commenti

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Un escursionista di 43 anni, cittadino della Repubblica Ceca, ha perso la vita nella notte tra domenica 13 e lunedì 14 settembre 2026 sulle Dolomiti bellunesi, dopo essere scivolato in un canale sotto il Rifugio Coldai.

L’allarme è scattato poco prima delle ore 2:00, quando la Centrale del 118 è stata contattata dagli amici della vittima. L’uomo era uscito attorno a mezzanotte dalla struttura per scattare alcune fotografie, senza però fare ritorno. Preoccupati per la prolungata assenza, i compagni avevano provato a contattarlo telefonicamente – constatando che il cellulare squillava senza ricevere risposta – e avevano iniziato a cercarlo autonomamente, prima di richiedere l’intervento delle autorità.

Immediatamente si sono attivate le squadre di soccorso, con il coinvolgimento del Soccorso alpino, dei Vigili del fuoco e dei Carabinieri. Una squadra del Soccorso alpino della Val di Zoldo ha raggiunto Malga Pioda con i mezzi, proseguendo a piedi lungo la salita della Val de Ziolere, che scende sotto il Rifugio Coldai. Utilizzando un cannocchiale per la visione notturna, i soccorritori hanno individuato un’anomalia a circa un centinaio di metri sotto la struttura, a una quota di circa duemila metri.

Giunti sul posto, gli operatori hanno constatato il decesso dell’escursionista. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo deve essersi sporto dallo spiazzo nei pressi del bivacco, perdendo l’equilibrio e scivolando nel canale sottostante. I soccorritori sono rimasti a presidio della salma fino alle prime luci del mattino, quando l’elicottero Falco 2 ha effettuato il recupero, trasportando il corpo a Palafavera, dove erano presenti i Carabinieri e i Vigili del fuoco.

Nelle stesse ore, il Soccorso alpino della Val di Zoldo è stato impegnato in un altro intervento lungo il sentiero Tivan, sul Monte Civetta. Intorno alle 19:30, due coppie di escursionisti israeliani avevano chiesto aiuto perché impossibilitate a rientrare in autonomia, a causa di una giovane donna esausta e infreddolita. L’elicottero del Suem di Pieve di Cadore non è riuscito a operare a causa della nebbia e della scadenza delle effemeridi. Una squadra a terra ha quindi raggiunto il gruppo all’incrocio tra il sentiero del Van de le Sasse e il Tivan; dopo essersi ristabilita, la ragazza è rientrata a valle a piedi insieme ai soccorritori, che hanno poi accompagnato il gruppo a Dont.

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