Non soltanto un riconoscimento ai risultati sportivi, ma un omaggio ai valori che lo sport sa trasmettere. Con questo spirito l’assessore allo sport Monica Mazzoccoli ha promosso questa mattina in Sala Consiglio l’iniziativa “DNA Bristot”, una cerimonia dedicata ai cugini Alessandro e Andrea Bristot, due giovani atleti che stanno costruendo ai massimi livelli il proprio percorso rispettivamente nella pallavolo e nell’automobilismo. Ai due ragazzi sono state consegnate la Pergamena dello Sport e il gagliardetto con lo stemma della Città, quale riconoscimento per i risultati raggiunti e per l’esempio che rappresentano, dentro e fuori il campo di gara.
Alessandro Bristot, il volley come scelta di vita
Classe 2005, Alessandro Bristot è uno dei giovani atleti più interessanti della pallavolo italiana. Schiacciatore della Pallavolo Padova in Superlega, è cresciuto nel vivaio della Trentino Volley, dove ha esordito giovanissimo nel massimo campionato entrando anche nella rosa che ha conquistato lo Scudetto. Con la maglia azzurra ha vinto il Campionato Europeo Under 18 nel 2022 e conquistato l’argento al Festival Olimpico della Gioventù Europea nel 2023, proseguendo poi il proprio percorso nelle nazionali giovanili fino all’Under 22. Dietro questi risultati c’è una scelta coraggiosa: a soli 14 anni ha lasciato Belluno per trasferirsi a Trento e inseguire il sogno della Serie A. Figlio di Paolo Bristot, storico punto di riferimento del volley bellunese, ha saputo costruire il proprio percorso distinguendosi non solo per le qualità tecniche, ma anche per l’entusiasmo e la capacità di trascinare la squadra.
Andrea Bristot, la passione che corre veloce
Classe 2001, Andrea Bristot è oggi tra i protagonisti della Porsche Carrera Cup Italia con il team Dinamic Motorsport. Il suo percorso è stato una crescita continua: dopo il titolo nel MINI Challenge Italia conquistato all’esordio nel 2024, nel 2025 è diventato campione italiano Mitjet e quest’anno si sta confermando ai vertici del monomarca Porsche con pole position e vittorie sui principali circuiti italiani. La sua storia è però iniziata molto prima, davanti alle videocassette dei grandi rally che guardava insieme al padre Stefano e davanti ai simulatori di guida, dove ha affinato talento e precisione diventando campione italiano ACI Esport. Un percorso originale che lo ha portato dal mondo virtuale ai circuiti reali, fino a imporsi come uno dei piloti emergenti più interessanti del panorama nazionale.




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