Storie di emigrazione: lo scatto degli anni ’20 che unisce Longarone agli Stati Uniti

Giuseppe Carrera | 17 maggio 2026 alle 22:30 | 0 commenti

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La memoria storica dell’emigrazione bellunese si arricchisce di una nuova, significativa testimonianza visiva. Una fotografia risalente agli anni ’20 del secolo scorso mostra un gruppo di cittadini originari di Longarone che, dopo aver attraversato l’oceano alla ricerca di nuove opportunità, si ritrova negli Stati Uniti per condividere un momento conviviale durante un giorno di festa.

L’immagine cattura un istante di socialità e vicinanza comunitaria in terra straniera, elementi che per decenni hanno rappresentato una rete di sostegno fondamentale per chi lasciava la provincia di Belluno.

I protagonisti dello scatto

Grazie alla documentazione conservata e alla memoria familiare, è stato possibile identificare i sei uomini presenti nella fotografia. Si tratta di:

  • Angelo Mazzucco, noto con il soprannome di “Rosso”;
  • Pietro Mazzucco, detto “Pasquai”;
  • Ernesto De Biasi;
  • Massimo Mazzucco, anch’esso appartenente al ramo familiare dei “Pasquai”;
  • Giovanni Sacchet, conosciuto in paese come “Pistola”;
  • Luigi Sacchet.

L’uso dei soprannomi, ben visibile nelle annotazioni storiche, testimonia il forte legame con le comunità d’origine, dove tali appellativi erano indispensabili per distinguere i diversi rami familiari all’interno dello stesso comune.

Un progetto per la salvaguardia della memoria

La pubblicazione di questa immagine è stata resa possibile grazie alla collaborazione e alla gentile concessione della Famiglia ex emigranti del Longaronese.

Questo scatto, insieme a molti altri documenti storici e testimonianze d’epoca, è consultabile liberamente sulla piattaforma digitale del Centro Studi sulle migrazione “Aletheia” (all’indirizzo www.centrostudialetheia.it). Il Centro ha inoltre attivato un canale di contatto rivolto a tutti i cittadini che possiedono nei propri archivi privati fotografie, lettere o diari legati all’emigrazione storica, invitandoli a condividerli per evitare che questo importante patrimonio culturale e sociale vada disperso.

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