Energia e carburanti: rincari da 29 miliardi per gli italiani nel 2026

Marco Crepaz | 09 maggio 2026 alle 22:41 | 0 commenti

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L’Ufficio studi della CGIA di Mestre ha diffuso una stima allarmante sugli effetti dello shock energetico legato alle tensioni geopolitiche nel Golfo Persico. Secondo le proiezioni, quest’anno il conto complessivo che famiglie e imprese italiane dovranno sostenere per far fronte all’aumento di luce, gas e carburanti sfiorerà i 29 miliardi di euro.

La mappa dei rincari: carburanti e bollette

L’incremento dei costi energetici non colpirà i settori in modo uniforme, ma presenterà le criticità maggiori nel comparto dei trasporti.

  • Carburanti: si stima un aggravio di 13,6 miliardi di euro (+20,4% rispetto al 2025), spinto da prezzi alla pompa che si attestano attorno ai 2 euro al litro.
  • Energia Elettrica: le bollette subiranno un rincaro complessivo di 10,2 miliardi di euro (+12,9%).
  • Gas: la spesa aggiuntiva prevista è di 5 miliardi di euro (+14,6%).

Questo scenario rischia di mettere in seria difficoltà la liquidità delle imprese e la tenuta economica delle famiglie più vulnerabili.

Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto le regioni più colpite

A livello territoriale, l’impatto economico sarà più severo nelle regioni a forte vocazione manifatturiera e commerciale. In termini assoluti, la Lombardia guida la classifica con un peso aggiuntivo di 5,4 miliardi di euro (+15,1%), seguita dall’Emilia-Romagna con 3 miliardi (+16,1%) e dal Veneto con 2,9 miliardi (+15,8%). Nel Mezzogiorno, si segnalano picchi percentuali elevati per i carburanti in Basilicata (+21,6%) e Campania (+21,3%).

L’appello per un intervento dell’Unione Europea

Nonostante le misure introdotte dal Governo Meloni, come il “Decreto Bollette” e il taglio delle accise (che ha mobilitato circa 5 miliardi per l’energia e un miliardo al mese per i carburanti), la CGIA ritiene tali interventi insufficienti a sterilizzare l’onda lunga dei rincari.

L’associazione degli artigiani invoca un’azione coordinata da parte di Bruxelles, suggerendo interventi strutturali come:

  • La sospensione temporanea del Patto di Stabilità per permettere agli Stati di finanziare il sostegno a imprese e famiglie senza impatti sul rapporto deficit/Pil.
  • L’introduzione di un tetto al prezzo del gas e il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell’energia elettrica.
  • Un contributo di solidarietà sugli extraprofitti delle multinazionali dell’energia.

Senza una “copertura” europea, conclude l’Ufficio Studi, le iniziative dei singoli Stati risulteranno poco incisive di fronte a uno shock di queste proporzioni.

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