Comelico in Salute: un’alleanza tra sanità e territorio per affrontare le sfide della montagna

Redazione | 20 aprile 2026 alle 18:27 | 0 commenti

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Si è tenuto oggi, lunedì 20 aprile 2026, presso la Sala Polifunzionale di Dosoledo, il convegno “Comelico in Salute”, un appuntamento centrale per definire le strategie di promozione del benessere in Val Comelico. L’evento, promosso dal gruppo di lavoro di Amedeo Buzzo e coordinato da Giustina De Silvestro, ha riunito autorità locali, esperti dell’Ulss Dolomiti e rappresentanti del mondo scolastico per siglare un patto di collaborazione tra Servizio Sanitario e comunità.

Il quadro epidemiologico: demografia e stili di vita

La prima parte dei lavori, moderata dal direttore sanitario Sandro Cinquetti, ha delineato le criticità demografiche dell’area. La professoressa Alessandra Buja dell’Università di Padova ha evidenziato come, dal 2001, la popolazione residente sia diminuita del 18%, con un indice di vecchiaia pari a 302,3, valore decisamente superiore alla media regionale. Oltre al dato demografico, l’analisi ha rilevato tassi di consumo di alcol a rischio superiori alla media veneta, indicando nel contrasto alla solitudine una delle priorità strategiche per il territorio.

Sul fronte della prevenzione oncologica, Nahuel Fiorito ha presentato dati incoraggianti relativi ai tumori dell’apparato digerente: nell’ultimo decennio si è registrata una significativa riduzione dell’incidenza dei tumori colon-rettali, merito diretto dell’efficacia dei programmi di screening attivi in valle.

Azioni concrete e invecchiamento attivo

Il Dipartimento di Prevenzione, attraverso gli interventi di Jacopo Fagherazzi e Alberto Lovat, ha illustrato i risultati dei progetti già avviati. Tra questi, le iniziative nelle scuole per la corretta alimentazione e il progetto intergenerazionale “Scambi Genera…Attivi”, che mira a favorire il dialogo tra studenti e anziani attraverso lo sviluppo di competenze digitali, contrastando così l’isolamento della popolazione più fragile. Parallelamente, prosegue l’impegno nella mappatura e formazione per l’uso dei defibrillatori sul territorio.

Disagio giovanile e nuove dipendenze

La sessione centrale ha affrontato i temi della salute mentale e delle dipendenze. Anna Franceschini, direttrice del SerD, ha annunciato l’acquisto di una nuova Unità Mobile per il progetto “Fuoriposto/Safe Night”, volto a monitorare i comportamenti a rischio nelle aree montane.

Particolare attenzione è stata dedicata all’adolescenza da Cristina Micheluzzi, la quale ha analizzato l’impatto dei social media e l’ansia da prestazione post-Covid. La scuola è stata definita come l’ultimo laboratorio di umanità necessario per arginare il cyberbullismo. Micheluzzi ha rivolto un appello alle famiglie affinché sappiano essere “adulti-porto”, riferimenti stabili capaci di accogliere i giovani senza sostituirsi alla loro crescita.

La rete della medicina territoriale

In chiusura, il direttore del Distretto Lucia Dalla Torre ha presentato il modello delle Case della Comunità, strutture pensate per garantire un’assistenza integrata e di prossimità. La giornata si è conclusa con una tavola rotonda che ha visto il coinvolgimento di medici di base, pediatri, insegnanti e studenti dell’Istituto “E. Fermi”.

Il commissario Dal Ben, a conclusione dei lavori, ha definito l’iniziativa un esempio virtuoso di sostenibilità e collaborazione comunitaria, ribadendo che la tutela della salute in aree montane richiede necessariamente una rete capillare tra tutte le risorse sociali e sanitarie disponibili.

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