Conclusa la parentesi delle competizioni olimpiche, il territorio bellunese si interroga sui reali benefici lasciati in dote dai Giochi. Il tema sarà al centro del dibattito pubblico “Olimpiadi: cosa rimane alla montagna Bellunese?”, organizzato dalla sezione locale di Italia Nostra, che si terrà lunedì 13 aprile 2026 alle ore 18:30 presso l’aula magna dell’istituto “Leonardo da Vinci” di Belluno.
Grandi opere e gestione commissariale
Il bilancio proposto dagli organizzatori parte da un dato economico imponente: circa 1,5 miliardi di euro investiti in infrastrutture nel tratto compreso tra Longarone e Cortina d’Ampezzo. Tuttavia, la quantità degli interventi non sembra coincidere necessariamente con la qualità della ricaduta territoriale.
Secondo Italia Nostra, il massiccio ricorso a procedure commissariali avrebbe limitato il dialogo con le comunità locali, impedendo di discutere priorità alternative. Tra le criticità segnalate, spicca la mancata risoluzione di nodi storici della viabilità, come la messa in sicurezza della frana di Borca di Cadore lungo la statale di Alemagna, a fronte di ingenti investimenti in circonvallazioni e varianti.
Le lacune: servizi, sanità e mobilità sostenibile
L’analisi mette in luce un contrasto tra le ambizioni del dossier di candidatura – che puntava su contrasto allo spopolamento e integrazione culturale – e la realtà attuale. Il comunicato di presentazione dell’incontro evidenzia come i grandi temi della montagna siano rimasti ai margini dell’agenda olimpica:
- Mobilità: resta forte la richiesta di un piano che privilegi il trasporto pubblico su gomma e rotaia rispetto alle grandi arterie stradali.
- Servizi essenziali: sanità, formazione e innovazione non avrebbero beneficiato del volano olimpico in modo strutturale.
- Risorse locali: rimangono aperte le questioni relative alla gestione dell’idroelettrico e alla valorizzazione delle filiere del legno e della biodiversità.
Impatto ambientale e il modello “diffuso”
Sotto la lente d’ingrandimento finisce anche il messaggio simbolico di “armonia e bellezza” promosso durante i Giochi. Gli organizzatori sollevano interrogativi sulla sostenibilità paesaggistica di alcune opere, citando la nuova pista da bob, il collegamento di Socrepes e gli interventi viari a San Vito di Cadore e nella piana di Fiames.
L’incontro si propone anche come momento di riflessione critica sul modello delle “Olimpiadi diffuse”, analizzando le complessità emerse nella gestione della sicurezza, dei trasporti e del coordinamento tra località distanti tra loro.
Il dibattito pubblico
Alla discussione, aperta alla partecipazione e alle domande del pubblico, interverranno:
- Luigi Casanova, presidente di Mountain Wilderness Italia;
- Giuseppe Pietrobelli, giornalista de Il Fatto Quotidiano.
L’appuntamento rappresenta un’occasione per la cittadinanza di confrontarsi su una visione di sviluppo che, oltre l’evento sportivo, sappia rispondere alle esigenze quotidiane di chi vive e lavora nelle valli bellunesi.




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