Dedichiamo il mese di gennaio ad un santo, a sant’Osvaldo di Northumbria, il cui culto è assai diffuso nel nostro territorio, pur provenendo dall’Inghilterra centrale. A parlarcene è la guida turistica Marta Azzalini (nella foto), molto apprezzata per le sue visite guidate in tutta la provincia, nel corso delle quali illustra i luoghi visitati con molti dettagli artistici, storici e ambientali.
Marta, come mai questo interesse per sant’Osvaldo?
Le mie origini cimbre mi hanno spinta ad approfondire la storia di sant’Osvaldo, poiché è il patrono dei Cimbri del Cansiglio. Ho così scoperto che è grazie a questa popolazione germanofona che la devozione del santo è giunta fino a noi, diffondendosi, appunto in Cansiglio e quindi in Alpago.
Ma come è arrivato da oltremanica, questo culto?
Si dice che siano state delle principesse inglesi che hanno sposato nobili tedeschi a portare il culto di sant’Osvaldo dapprima in Germania. La prima principessa è stata probabilmente una certa Edith, figlia di Edward del Wessex, che sposò il nobile Otto di Sassonia, all’inizio del decimo secolo.
Quindi il culto come ha superato le Alpi?
Si racconta che un cacciatore germanico, in un periodo incerto, abbia portato oltre al culto, anche una reliquia – un dito – del Santo a Sauris, in Friuli, dove oggi è presente il Santuario dedicatogli più importante del Nord Italia.
Come è arrivato nella nostra provincia?
Attraverso il Comelico e il Cadore, dove la sua venerazione è particolarmente diffusa, attraverso dedicazione di chiese e altari. In Borgata Cima Sappada c’è la chiesa di Sant’Osvaldo, mentre nella Chiesa parrocchiale di Tai di Cadore, esiste un dipinto di Cesare Vecellio – cugino di Tiziano – nel quale sono raffigurati Sant’Osvaldo, la Madonna con il bambino e San Candido. Come dicevo, dal Cansiglio, il suo culto si è diffuso in tutto l’Alpago. Per citarne solo alcune, la chiesa di Borsoi è dedicata a sant’Osvaldo, così anche le chiese di Garna e Irrighe ospitano due altari in cui è raffigurato il santo accompagnato dal corvo.
Quali sono le caratteristiche di questo Santo?
Egli viene generalmente rappresentato in abiti regali, con una corona sul capo e protetto da un’armatura. Se osserviamo il dipinto del pittore bellunese Giovanni De Min, un tempo conservato nella chiesa a lui dedicata in Pian del Cansiglio (oggi in deposito a Vittorio Veneto, al Museo del Cenedese), possiamo notare appunto un corvo nero che porta una lettera. Alcuni studiosi ritengono che il corvo sia un attributo derivante dal culto di Odino, che nella tradizione è accompagnato da due di questi animali utilizzati come messaggeri.
E nella vita di sant’Osvaldo che ruolo ha?
La storia del santo racconta che il corvo portò una lettera d’amore con l’anello alla principessa che sarebbe poi diventata sua sposa. Una delle tradizioni legate a questo animale tramandano che un tempo era una colomba a cui era stato affidato questo messaggio d’amore, ma attraversando il mare durante una tempesta perse la lettera e, per lo spavento, diventò nero.
Questo personaggio è realmente esistito?
Sì, è stato realmente Re di Northumbria ed è vissuto tra il 605 e il 642, quando venne ucciso in battaglia esattamente il 5 agosto, che è la data in cui ricorre la sua festa.
Dove si festeggia in provincia di Belluno?
Segnalo in particolare la festa di sant’Osvaldo, il primo fine settimana di agosto, in Pian Osteria in Cansiglio, quando viene ricordato come patrono dei Cimbri.
Chi o che cosa protegge?
È invocato contro la peste e le malattie contagiose, inoltre protegge il bestiame e il raccolto. E si dice che sappia controllare le forze della natura, come i temporali e le tempeste che sono frequentemente presenti in montagna.




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