Venerdì 12 dicembre alle 20.30 il Museo della Pietra e degli Scalpellini di Castellavazzo ospiterà la presentazione del libro “Silicosi. L’olocausto dimenticato della montagna veneta” (Bellunesi nel mondo Edizioni, 2025), a cura di Egidio Pasuch.
L’opera riporta alla luce una delle pagine più drammatiche e rimosse della storia del lavoro nel Veneto e nel Bellunese: la strage silenziosa causata dalla silicosi, la malattia professionale che, tra gli anni Sessanta e Settanta, falcidiò migliaia di minatori, cavatori e scalpellini della provincia di Belluno.
«Un Vajont ogni dieci anni»: così veniva descritta, all’epoca, la mortalità per silicosi. Intere vallate si trasformarono in “villaggi di vedove”, segnate dal sacrificio di uomini che accettavano consapevolmente di consumare i propri polmoni pur di garantire un futuro alle famiglie, spesso emigrando verso cantieri e miniere in Italia e all’estero.
Con il passare degli anni, conclusa l’epoca dell’emigrazione di massa, questa immane tragedia è scivolata nell’oblio collettivo.
Il volume di Egidio Pasuch – frutto di un accurato lavoro di ricerca e testimonianza – accende un faro su quel buio: il buio delle gallerie e il buio della memoria perduta, restituendo voce e dignità alle vittime di quella che l’autore definisce «la più micidiale malattia professionale dell’era moderna».
La serata, aperta a tutti e a ingresso libero, rappresenta un’occasione importante per riflettere su un capitolo doloroso della storia bellunese e per tramandare alle nuove generazioni la memoria di un sacrificio che ha segnato profondamente il territorio.
L’evento è organizzato dal Museo della Pietra e degli Scalpellini di Castellavazzo in collaborazione con il Comune di Longarone e l’Associazione Bellunesi nel Mondo.
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