“Qui ABM”: la storia di emigrazione di Umberto Turrin dal Bellunese al Canada ► VIDEO INTERVISTA

Marco Crepaz | 05 settembre 2025 alle 14:43 | 0 commenti

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La rubrica “Qui ABM” di Radio ABM, dedicata ai protagonisti dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, ha ospitato un’intervista speciale con Umberto Turrin, che ha raccontato la sua lunga esperienza di vita da emigrante in Canada, accompagnato dal fratello Lorenzo e dal figlio David.

Dalla giovinezza in provincia di Belluno alla partenza per il Canada

Umberto è nato e cresciuto nel Bellunese e, dopo il servizio militare, ha deciso di emigrare: «Dopo il servizio militare a Cicchignola, con i gradi di corporale maggiore, ho pensato di partire per il Canada grazie all’aiuto di mio fratello».

L’arrivo oltreoceano non fu semplice: «In Canada pioveva spesso e faceva molto freddo, e spesso non si poteva lavorare. Così decisi di frequentare una scuola tecnica e imparare a fare il saldatore», racconta Turrin. Dopo i corsi, trovò lavoro sulle navi e, con il tempo, migliorò la sua formazione tecnica: «Ho frequentato un corso avanzato per saldare grattacieli e macchine pesanti. Con pazienza e impegno sono riuscito a costruirmi una carriera stabile».

La creazione della Famiglia Bellunese di Vancouver

Negli anni ’70, Umberto contribuì a creare un gruppo per unire i bellunesi emigrati: «Ho visto che molti alpini di Berludo erano sparsi e lontani. Ho iniziato a contattarli e a organizzare un gruppo. Volevo creare un senso di comunità e aiutare chi arrivava da lontano».

Racconta con orgoglio: «Abbiamo organizzato banchetti e raccolto fondi per le spese del gruppo. In quell’occasione vennero anche ospiti importanti, tra cui il dottor Umberto Crema da Berludo, il prete padre Rossi e il coro con cui cantavo, per abbellire la nostra festa».

L’identità alpina come legame con la terra

Nonostante la distanza dal Bellunese, Umberto ha mantenuto vivi i legami con gli Alpini. «Ho partecipato a nove adunate – dice – e quest’anno sono tornato per quella di Feltre, accompagnato da mio figlio David. Il cappello alpino è sempre con me, simbolo di appartenenza e orgoglio».

Sulla disciplina e i valori appresi aggiunge: «Essere alpino significa rispetto, coraggio e aiuto reciproco. Questi valori li porto ancora nella mia vita quotidiana e li ho trasmessi ai miei figli».

L’amore e la costruzione della famiglia

Umberto racconta anche la sua storia d’amore: «Conobbi mia moglie a Genova, ma era nata in Calabria. Ci scrivevamo per mesi, finché dopo ventotto giorni ci sposammo e partimmo insieme per il Canada. La famiglia è stata sempre la mia priorità».

David Turrin aggiunge: «Mio padre mi ha insegnato l’importanza delle radici. Anche vivendo in Canada, sento di appartenere alla mia terra d’origine».

Lorenzo, rimasto in provincia di Belluno, conferma il forte legame familiare: «Anche se Umberto vive lontano, la famiglia è sempre al centro. Ci sentiamo spesso e partecipiamo insieme a iniziative della comunità».

La vita professionale e l’adattamento

Umberto ha ricordato le difficoltà iniziali nell’adattarsi a un nuovo paese: «In principio è stato difficile, non parlavo l’inglese e bisognava trovare lavoro. Ma con lo studio e l’impegno, sono riuscito a diplomarmi e ottenere lavori stabili, anche in cantieri complessi».

Racconta ancora: «Chi parte deve imparare la lingua, affrontare sacrifici e difficoltà. Ma con impegno e coraggio si può arrivare ovunque. E senza mai dimenticare da dove si è partiti».

La testimonianza per le nuove generazioni

Umberto chiude l’intervista con un messaggio rivolto ai giovani emigranti: «Non importa quanto lontano si vada, le proprie origini rimangono un faro. Anche quando si costruisce una nuova vita, è importante ricordarsi della propria terra e della propria storia».

Sul ruolo della comunità bellunese all’estero, aggiunge: «Creare un gruppo di emigrati uniti, partecipare a eventi e mantenere viva la cultura bellunese è un dovere e un piacere. È un modo per restare legati alle nostre radici e trasmettere alle generazioni future il valore della nostra terra».

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