Calalzo di Cadore punta su sport, turismo e identità: «Le Olimpiadi hanno dato nuova visibilità al territorio»

Redazione | 06 agosto 2026 alle 17:49 | 0 commenti

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Il sindaco Luca Fanton racconta i progetti del Comune di Calalzo di Cadore: dagli investimenti negli impianti sportivi agli effetti delle Olimpiadi, fino alla valorizzazione del Made in Italy e al contrasto allo spopolamento.

Sport, mobilità, turismo e valorizzazione dell’identità locale sono tra le priorità dell’amministrazione comunale di Calalzo di Cadore. Lo ha spiegato il sindaco Luca Fanton, ospite della trasmissione “Una voce delle Dolomiti” di Radio ABM insieme al vicesindaco Umberto De Menego, tracciando un bilancio delle opere realizzate e degli interventi programmati per i prossimi anni.

Tra i principali risultati raggiunti figura il rifacimento della copertura del campo sportivo in erba sintetica, realizzato grazie ai fondi destinati ai Comuni confinanti. Un’opera che consente di utilizzare l’impianto durante tutto l’anno, anche nei mesi invernali. Il progetto proseguirà con la costruzione delle nuove tribune e degli spogliatoi, completando così il rinnovamento della struttura sportiva.

Nel corso dell’intervista il sindaco ha ricordato anche gli effetti positivi delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 sul territorio. Grazie alla presenza della stazione ferroviaria, Calalzo ha rappresentato uno dei principali punti di accesso verso Cortina d’Ampezzo, beneficiando del potenziamento dei collegamenti ferroviari e dei servizi di autobus. L’evento ha inoltre portato nel comune volontari, operatori e media internazionali, contribuendo a far conoscere il territorio anche a nuovi visitatori stranieri. Secondo Fanton, la presenza di numerose automobili con targhe estere anche nelle aree meno conosciute del Cadore rappresenta uno degli effetti più significativi lasciati dalla manifestazione olimpica.

L’amministrazione continua a investire anche nella promozione culturale e turistica. Dopo aver ospitato la rassegna “Il Belmodoro”, dedicata alla montagna e ai suoi protagonisti, il Comune intende proseguire con iniziative rivolte ai visitatori, tra eventi culturali, manifestazioni dedicate ai prodotti del territorio, il festival degli artisti di strada e le celebrazioni per il centenario del Rifugio Chiggiato, organizzate in collaborazione con il CAI.

Tra gli interventi più attesi rientra anche la riqualificazione dell’area della stazione ferroviaria, porta d’ingresso del Cadore. Il progetto prevede la realizzazione della nuova stazione degli autobus e il collegamento con la rete ciclabile, sia verso Cortina sia con il futuro percorso attorno al lago di Centro Cadore, destinato a diventare uno degli itinerari di riferimento dell’area.

Non manca il tema dello spopolamento, fenomeno che interessa anche Calalzo. Il sindaco ha ricordato come il comune abbia risentito meno di altri della perdita di residenti grazie alla presenza della stazione ferroviaria e alla storica vocazione industriale legata al settore dell’occhialeria. Tuttavia, il ridimensionamento delle attività produttive ha comportato una diminuzione dei posti di lavoro e della popolazione. Per questo motivo l’amministrazione sta lavorando insieme ai comuni vicini, in particolare sul fronte dei servizi scolastici, per rendere il territorio più attrattivo per le famiglie.

Proprio l’industria dell’occhiale rappresenta uno degli elementi distintivi della storia di Calalzo. Durante l’intervista Fanton ha ricordato come nel 1879, secondo una recente ricerca storica, nella prima fabbrica italiana di occhiali fondata da Angelo Frescura comparve per la prima volta la dicitura “Made in Italy” sulle montature esportate a New York. Una scoperta che ha portato alla proposta di istituire una rete delle “Città madri del Made in Italy”, nella quale Calalzo è destinata a ricoprire un ruolo centrale. «La nostra storia – ha sottolineato il sindaco – è indissolubilmente legata all’industria dell’occhiale».

Nel corso del confronto si è parlato anche della collaborazione tra amministrazioni locali. Fanton si è detto favorevole a un rafforzamento dell’Unione Montana attraverso la condivisione dei servizi, pur ribadendo l’importanza di conservare l’identità dei singoli comuni. «Insieme si lavora meglio, ma senza perdere le caratteristiche che rendono unico ogni paese», ha spiegato.

A quasi due anni dall’inizio del mandato amministrativo, il sindaco definisce l’esperienza impegnativa ma ricca di soddisfazioni. «È molto faticoso, più di quanto immaginassi, ma lo faccio con entusiasmo», ha affermato, sottolineando come amministrare oggi un comune richieda soprattutto la capacità di affrontare una società sempre più complessa.

In chiusura, il saluto rivolto ai bellunesi residenti all’estero e ai loro discendenti: un invito a mantenere vivo il legame con il territorio d’origine e con quella identità bellunese che, secondo Fanton, continua a rappresentare un motivo di orgoglio anche oltre i confini nazionali.

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