Nella rubrica “Una voce delle Dolomiti” di Radio ABM, i protagonisti sono stati Alessio Lavina e Loris Bona, rispettivamente direttore e presidente del Coro Monte Dolada. Un’intervista che ha ripercorso la storia del gruppo e il valore del canto corale come memoria e testimonianza della cultura bellunese.
La storia del coro
Fondato nel 1979 a Ponte nelle Alpi, il Coro Monte Dolada prende il nome dall’omonima cima che domina l’Alpago. Nato da un gruppo di amici appassionati di canto, ha consolidato negli anni la sua identità corale, passando sotto diverse direzioni fino all’attuale guida di Alessio Lavina. Con circa 25-30 coristi, il coro propone un repertorio che spazia dal canto popolare di montagna ai brani d’autore, mantenendo viva una tradizione che rischiava di perdersi.
Musica e impegno sociale
Oltre alla dimensione artistica, il coro si distingue per l’attività sociale. Da tempo organizza esibizioni nelle case di riposo e partecipa a iniziative associative e culturali del territorio. Ha inoltre portato la propria musica oltre confine, con tournée in Brasile e Uruguay, diventando ambasciatore della coralità bellunese nel mondo.
Il ricordo della tragedia di Mattmark
Particolarmente significativo il legame con la memoria dell’emigrazione: il coro sarà presente alle celebrazioni per il disastro di Mattmark, dove nel 1965 persero la vita quasi 90 operai, di cui 17 provenienti dal Bellunese. L’appuntamento, in programma il 30 agosto in Svizzera, vedrà il Coro Monte Dolada animare momenti commemorativi con canti della tradizione veneta e di altre regioni italiane, in un tributo di musica e memoria condivisa.
Un legame con i bellunesi nel mondo
L’intervista a Radio ABM si è conclusa con un saluto a tutti i bellunesi all’estero, ribadendo il ruolo del coro non solo come realtà musicale, ma anche come custode di una memoria collettiva che unisce le comunità vicine e lontane.




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