L’associazione Giovani&Futuro ha espresso forte preoccupazione per la decisione di escludere la mappatura dei nei dalle prestazioni sanitarie prescrivibili, rendendola accessibile solo a pagamento privato. «La scelta di escludere questo servizio dai Livelli Essenziali di Assistenza è un grave passo indietro nella tutela della salute pubblica e nella prevenzione oncologica», dichiara il presidente Luca Frescura.
Secondo l’associazione, la misura costringerà i cittadini a rivolgersi ai dermatologi privati, con costi stimati tra 120 e 150 euro per visita. «È inaccettabile che il controllo dei nei non rientri più nei LEA. Non tutti possono permettersi queste cifre», aggiunge Frescura, ricordando che la provincia di Belluno registra la più alta incidenza di melanomi in Veneto. Per questo Giovani&Futuro chiede a Regione e istituzioni competenti di rivedere la decisione.
Il presidente sottolinea anche il lavoro del vicepresidente Thomas Menia Corbanese, sindaco di Danta, che già a giugno aveva espresso contrarietà durante la Conferenza dei Sindaci. «Sarà interessante capire come giustificheranno alcuni sindaci, spesso in prima fila davanti alle telecamere a difesa della sanità, il massimo dei voti al Commissario dell’Ulss 1. La nostra presa di posizione non è contro il dottor Dal Ben, un professionista stimato, ma contro una governance sanitaria che troppo spesso dimentica la provincia di Belluno».
Per Giovani&Futuro, la prevenzione non può essere considerata un servizio opzionale. «Il melanoma e altre patologie della pelle non sono problemi secondari. La diagnosi precoce salva vite e riduce i costi sanitari nel lungo periodo. Privare i cittadini di un accesso equo significa creare una sanità a due velocità», afferma Frescura.
Il presidente conclude con un appello: «Non staremo in silenzio. La salute pubblica non può essere subordinata a logiche di risparmio di breve periodo: un Paese che taglia sulla prevenzione taglia sul futuro». Frescura ha infine ringraziato il personale sanitario che, anche in piena estate, «tiene in piedi il sistema sanitario», definendolo «l’immagine più bella e la dimostrazione che una sanità migliore è possibile».




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