Sanità veneta, firmato l’accordo sul welfare: 350 euro annui a dipendente in buoni acquisto

Redazione | 28 luglio 2025 alle 21:29 | 0 commenti

Tempo di lettura: 2 minuti
0:00 0:00

Vai subito al punto

Ottieni un riassunto chiaro dell’articolo con ChatGPT.

Riassumi con ChatGPT
Condividi con un amico:

È stato firmato oggi il verbale di confronto tra la Regione del Veneto e le organizzazioni sindacali del comparto e della dirigenza sanitaria, per la definizione del riparto delle risorse previste dalla Legge regionale n. 26 del 29 ottobre 2024. L’intesa riguarda i fondi destinati al personale delle Aziende ed Enti del Servizio Sanitario Regionale (SSR) per il triennio 2025–2027.

La norma regionale, in attuazione del Patto per la Salute 2019–2021, consente l’incremento dei fondi contrattuali fino a un massimo del 2% del monte salari 2018, pari a 51.759.003 euro annui per ciascun anno considerato.

L’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin ha annunciato che una parte delle risorse sarà destinata a misure di welfare aziendale:
«Abbiamo definito con le parti sindacali una quota welfare pari a 350 euro per ciascun dipendente, da erogare sotto forma di buoni acquisto. Un intervento concreto a sostegno del reddito dei lavoratori e delle loro famiglie, che sfrutta appieno i benefici fiscali e contributivi previsti dalla normativa nazionale».

Il provvedimento, rivolto al personale dei ruoli sanitario e sociosanitario del comparto e della dirigenza, rende la Regione Veneto la prima in Italia ad adottare questa misura, che ha l’obiettivo di valorizzare il lavoro dipendente e di contribuire a contrastare la carenza di personale nel sistema sanitario pubblico.

I buoni welfare non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente e sono esentasse, offrendo vantaggi economici sia ai lavoratori che alle aziende sanitarie, che possono destinare l’intero importo al benessere del personale.

Le risorse residue, al netto della quota welfare, saranno suddivise tra comparto e dirigenza in proporzione al monte salari 2018, con successiva definizione dei criteri di distribuzione a livello aziendale.

«È una misura che riconosce il valore dei professionisti sanitari e il loro ruolo strategico nella tenuta del nostro SSR – ha concluso Lanzarin –. Ora si aprono i tavoli contrattuali distinti per comparto e dirigenza, per definire la distribuzione delle risorse tra le Aziende e gli Enti e i relativi criteri di impiego nella contrattazione integrativa».

L’accordo segna un passaggio importante nelle politiche regionali per la valorizzazione, la stabilizzazione e l’attrattività del personale sanitario, con ricadute dirette sul miglioramento dei servizi per i cittadini veneti.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi articoli pubblicati

Notizie correlate