Nel difficile periodo della pandemia da Covid-19, Papa Francesco inviò un messaggio personale all’Associazione Bellunesi nel Mondo, testimoniando vicinanza e solidarietà a tutte le comunità bellunesi emigrate. La lettera fu pubblicata nel numero di aprile 2020 della rivista Bellunesi nel Mondo, divenendo un simbolo di conforto e comunione spirituale.
Nel testo, il Pontefice si rivolse con affetto ai “cari amici, cari fratelli e sorelle dell’Associazione Bellunesi nel Mondo”, offrendo la sua benedizione e incoraggiando a mantenere viva l’unione, anche a distanza, in un periodo segnato da isolamento e incertezza. “Viviamo un momento difficile e abbiamo bisogno di rimanere uniti”, scriveva, sottolineando l’importanza del legame umano e spirituale anche quando la presenza fisica non è possibile.
Il messaggio includeva un riferimento al venerabile Papa Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani, originario del Bellunese, con parole che evocano la fiducia in Dio anche nei momenti più bui: “Noi siamo oggetto, da parte di Dio, di un amore intramontabile”. Papa Francesco riprese anche una preghiera dello stesso Luciani, che concludeva la lettera con un invito alla speranza e alla crescita interiore: “Prendimi come sono, con i miei difetti, con i miei peccati, ma fammi diventare come tu desideri”.
Oggi, quel messaggio rappresenta non solo un ricordo del pontificato di Papa Francesco, ma anche una testimonianza del suo impegno pastorale rivolto a tutti, inclusi coloro che vivono lontani dalla propria terra d’origine. Un segno di attenzione profonda verso le comunità emigrate, spesso custodi di una memoria viva e di una fede radicata.





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