Secondo i dati provvisori diffusi dall’Istat il 29 ottobre, il tasso di occupazione resta al 63,0% e quello di disoccupazione al 6,3%. Sul trimestre le persone in cerca di lavoro aumentano di 108mila unità.
A settembre 2026 il numero di occupati in Italia è rimasto invariato rispetto ad agosto, a 24 milioni 328mila. Crescono invece le persone in cerca di lavoro, di 4mila unità su base mensile.
IL QUADRO DEL MESE
Secondo la nota mensile dell’Istat “Occupati e disoccupati”, gli occupati sono 24 milioni 328mila, con una variazione mensile di -7mila unità, pari a 0,0%. I disoccupati salgono a 1 milione 620mila (+0,3%), mentre gli inattivi tra i 15 e i 64 anni sono 12 milioni 121mila, sostanzialmente invariati (-3mila).
I tassi restano fermi su base mensile:
- tasso di occupazione (15-64 anni): 63,0%
- tasso di disoccupazione: 6,3%
- tasso di inattività (15-64 anni): 32,7%
- tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni): 19,9%, in calo di 0,4 punti
DIPENDENTI A TERMINE IN AUMENTO, PERMANENTI IN CALO
La stabilità dell’occupazione nasconde movimenti di segno opposto. I dipendenti a termine crescono di 101mila unità (+4,1%) e arrivano a 2 milioni 567mila. I dipendenti permanenti diminuiscono di 108mila (-0,7%) e scendono a 16 milioni 490mila. Gli autonomi sono stabili a 5 milioni 270mila.
Per età, gli occupati aumentano tra chi ha meno di 35 anni, restano stabili tra chi ha almeno 50 anni e diminuiscono tra i 35-49enni (-34mila, -0,4%). Per genere, tra gli uomini gli occupati calano di 12mila unità (-0,1%) e tra le donne restano stabili (+5mila).
LA DISOCCUPAZIONE: DONNE E CLASSI D’ETÀ CENTRALI
L’aumento mensile dei disoccupati riguarda le donne (+10mila, +1,3%), i 25-34enni e i 35-49enni, mentre diminuisce tra gli uomini (-6mila) e nelle altre fasce d’età. Il tasso di disoccupazione è del 5,7% tra gli uomini e del 7,0% tra le donne.
IL CONFRONTO CON IL TRIMESTRE PRECEDENTE
Il periodo luglio-settembre, confrontato con aprile-giugno, registra 13mila occupati in meno (-0,1%). Le persone in cerca di lavoro crescono del 7,2% (+108mila), mentre gli inattivi tra i 15 e i 64 anni calano dello 0,8% (-101mila). Il tasso di disoccupazione sale di 0,4 punti percentuali. Dai dati storici dell’Istat risulta che il tasso era al 5,5% a gennaio 2026 e al 6,1% a giugno.
IL CONFRONTO CON SETTEMBRE 2025
Su base annua gli occupati sono 198mila in più (+0,8%) e il tasso di occupazione cresce di 0,4 punti. L’aumento riguarda dipendenti permanenti (+71mila), dipendenti a termine (+89mila) e autonomi (+38mila). Riguarda uomini, donne e tutte le classi d’età, con l’eccezione dei 35-49enni, tra i quali gli occupati diminuiscono di 161mila unità (-1,9%). Nella stessa fascia, al netto della componente demografica, la variazione è pari a zero.
Nello stesso periodo le persone in cerca di lavoro aumentano del 7,8% (+117mila) e gli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuiscono del 2,4% (-293mila). Il tasso di disoccupazione passa dal 5,9% di settembre 2025 al 6,3%. Tra i 25-34enni i disoccupati sono 91mila in più (+23,5%) e il tasso di disoccupazione raggiunge il 10,0%. Tra chi ha almeno 50 anni gli occupati crescono di 339mila unità (+3,3%).
COME LEGGERE I NUMERI
I dati sono provvisori e destagionalizzati. L’Istat ricorda che le serie destagionalizzate vengono riviste ogni mese, perché il modello viene aggiornato con l’ultimo dato disponibile. La stima mensile si basa su una parte del campione, oltre 18mila famiglie per circa 34,5mila individui a settembre.
Si tratta di una stima campionaria, dunque soggetta a un margine di errore. Per i dati non destagionalizzati l’Istat indica, a titolo di esempio, un intervallo di confidenza al 95% tra 24 milioni 138mila e 24 milioni 418mila occupati, e tra il 6,57% e il 7,21% per il tasso di disoccupazione. Variazioni mensili di poche migliaia di unità rientrano quindi ampiamente in questi margini.




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