Lupi in montagna: la Regione aumenta i fondi per gli allevatori e avvia i corsi per la gestione della specie

Redazione | 26 ottobre 2026 alle 23:08 | 0 commenti

Tempo di lettura: 2 minuti
0:00 0:00

Vai subito al punto

Ottieni un riassunto chiaro dell’articolo con ChatGPT.

Riassumi con ChatGPT
Condividi con un amico:

Nuove risorse per i cani da guardiania e corsi di formazione gratuiti per operatori specializzati nel monitoraggio del lupo: la Regione Veneto risponde alla crescente preoccupazione del mondo agricolo montano rafforzando il proprio impegno a tutela degli allevamenti.

L’annuncio arriva dall’assessore regionale all’Agricoltura e alla Montagna, Dario Bond, che ha stilato un piano d’azione volto a sostenere chi lavora nei pascoli e a strutturare una presenza capillare sul territorio per la gestione delle criticità.

Nuovi contributi per i cani da guardiania

La prima misura consiste nello stanziamento di un ulteriore contributo una tantum di 23.820 euro destinate agli allevatori di ovicaprini che impiegano cani da guardiania per proteggere il bestiame. Il fondo si aggiunge ai 55.000 euro già messi a bando lo scorso luglio, aumentando l’impegno economico della Regione su questo fronte.

“Il contributo è un aiuto concreto, ma dobbiamo essere consapevoli che mantenere questi cani comporta spese continue per alimentazione, cure veterinarie, addestramento e gestione”, ha dichiarato l’assessore Bond. “Gli allevatori lo sanno bene: sono costi che si aggiungono a quelli ordinari dell’attività e che non possono essere sottovalutati. Con questo ulteriore stanziamento vogliamo dare un sostegno a chi investe nella protezione delle proprie greggi. La prevenzione è indispensabile, ma deve essere accompagnata da misure che aiutino davvero le aziende a sostenerne l’onere”.

Formazione gratuita con ISPRA per il monitoraggio e la dissuasione

La seconda iniziativa, sviluppata d’intesa con l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), riguarda l’avvio di percorsi formativi gratuiti curati direttamente dal personale regionale. I corsi permetteranno di abilitare operatori specializzati nel monitoraggio e coadiutori nella gestione del lupo.

Le nuove figure professionali lavoreranno a fianco delle Polizie provinciali per supportare le attività di controllo e gli eventuali interventi di dissuasione, prestando particolare attenzione alle zone dove si registrano avvicinamenti ai centri abitati.

L’intervento si rende necessario a fronte dei casi di esemplari che mostrano una ridotta diffidenza nei confronti dell’uomo, con un’attenzione specifica rivolta alle segnalazioni che giungono dal territorio bellunese.

I precedenti: la sperimentazione del Monte Grappa

A supporto delle nuove linee strategiche si richiama l’esperienza condotta sul Monte Grappa nell’agosto del 2021. In quell’occasione, un progetto sperimentale visse una fase operativa su un esemplare maschio dotato di radiocollare (denominato Sirio), sottoposto a dissuasione tramite proiettili in gomma. L’azione portò a un effettivo cambio nelle rotte di spostamento dell’animale, fornendo dati utili sulle tecniche di condizionamento comportamentale da applicare nei contesti critici.

L’impegno per la montagna

La strategia regionale punta così a coniugare la tutela delle produzioni locali con l’esigenza di sicurezza del territorio.

“Non esistono soluzioni semplici a un problema complesso, ma non possiamo nemmeno limitarci a registrare gli episodi e lasciare gli allevatori soli a gestirne le conseguenze”, ha concluso Bond. “Dobbiamo investire nella prevenzione e mettere le strutture competenti nelle condizioni di agire con tempestività, nel rispetto delle regole. L’obiettivo è rafforzare la capacità di monitoraggio e di intervento, con un coordinamento preciso sul territorio e particolare attenzione agli esemplari che manifestano comportamenti problematici”.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi articoli pubblicati

Notizie correlate