Ci sono parole che sembrano impossibili da tradurre: il portoghese saudade, il danese hygge, il giapponese komorebi, il finlandese sisu, lo yiddish chutzpah. In realtà, una parola non è quasi mai davvero intraducibile: possiamo spiegarla, raccontarla, descriverla con più parole. Ma quando in una lingua manca un equivalente preciso, succede qualcosa di interessante: ci accorgiamo che le lingue non fotografano il mondo nello stesso modo.
Nella settima puntata del podcast ABM-ANILS parliamo delle “parole che non esistono”: parole che esistono in una lingua e non in un’altra, parole che nominano esperienze, emozioni, paesaggi, abitudini o pratiche culturali difficili da condensare in un solo termine.
Le lingue, infatti, non sono soltanto strumenti per descrivere la realtà: ci aiutano anche a interpretarla. Se una comunità parla spesso di qualcosa, è probabile che sviluppi un lessico più preciso per nominarla. Questo vale per la neve, per la pasta, per il mare, per il lavoro, per gli affetti, per il digitale e per tutte le esperienze che diventano importanti nella vita quotidiana. E quando una nuova esperienza entra nella nostra vita, spesso nasce anche il bisogno di trovare o creare parole per dirla.
Per chi si occupa di educazione linguistica, questa puntata offre uno spunto prezioso: le parole “intraducibili” sono occasioni di mediazione linguistica e culturale. Permettono di riflettere sulle categorie con cui organizziamo il mondo, sui limiti della traduzione parola per parola, sul rapporto tra lingua, esperienza e cultura. Non si tratta di dire che possiamo pensare solo ciò che possiamo nominare; ma le parole attirano la nostra attenzione, rendono visibili sfumature e aprono nuove lenti per osservare la realtà.
Imparare una lingua, allora, non significa soltanto imparare vocaboli e regole: significa anche scoprire che il mondo può essere ritagliato, raccontato e condiviso in modi diversi.
Una puntata del podcast ABM-ANILS dedicata a chi vive, insegna, impara e attraversa le lingue.
LINK DI APPROFONDIMENTO
Accademia della Crusca – “La parola ‘petaloso’ ha possibilità di entrare nei vocabolari?”
Riferimento istituzionale utile per collegare la puntata al tema dei neologismi: una parola può entrare stabilmente nella lingua solo se una comunità la usa, la riconosce e la fa circolare. (Accademia della Crusca)
https://accademiadellacrusca.it/it/contenuti/la-parola-petaloso-ha-possibilita-di-entrare-nei-vocabolari/6376
Treccani – “Intraducibile”
Risorsa istituzionale/divulgativa utile per precisare il concetto: intraducibile non significa necessariamente impossibile da spiegare, ma non traducibile in modo pienamente adeguato o equivalente. (Treccani)
https://www.treccani.it/vocabolario/intraducibile/
Erin Cibelli, Yang Xu, Joseph L. Austerweil, Thomas L. Griffiths & Terry Regier, “The Sapir-Whorf Hypothesis and Probabilistic Inference”
Articolo scientifico open access sul rapporto tra lingua e pensiero. Utile per approfondire, in chiave non deterministica, l’idea che le lingue possano influenzare il modo in cui categorizziamo e interpretiamo l’esperienza. (PMC)
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4951127/
“Parole intraducibili: quando una lingua racconta un intero mondo”
Articolo divulgativo utile per avvicinare il tema delle parole difficili da tradurre attraverso esempi come hygge, saudade e altre parole che concentrano in sé esperienze culturali complesse. (MLA – Move Language Ahead)
https://www.mlaworld.com/blog/parole-intraducibili-quando–una-lingua-racconta-un-intero-mondo/Jhumpa Lahiri, In altre parole
Memoir autobiografico sul rapporto con l’italiano come lingua scelta e abitata. È un aggancio narrativo adatto per riflettere su parole, identità, traduzione e sul fatto che ogni lingua permette di vedere — e di dire — il mondo in modo leggermente diverso.
https://www.guanda.it/libri/jhumpa-lahiri-in-altre-parole-9788823513457
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