Nel 2025 gli agriturismi della provincia di Belluno sono 162, il 9,3% di quelli veneti. Rispetto ad altre province, il profilo bellunese pende più verso la ristorazione e la vendita dei prodotti che verso il pernottamento.
Il quadro regionale
I dati arrivano dal numero di settembre 2026 di “Statistiche Flash”, la pubblicazione dell’Ufficio di Statistica della Regione del Veneto, che elabora dati provvisori Istat. Per il Veneto il documento indica 1.738 agriturismi attivi nel 2025, il 3,3% in più rispetto all’anno precedente, quando erano 1.656 e rappresentavano il 6,4% delle aziende agrituristiche italiane. Solo Toscana e Trentino-Alto Adige hanno un’offerta più ampia.
Le attività secondarie delle imprese agricole venete, tra cui l’agriturismo, valgono 419 milioni di euro, il 4,9% del valore complessivo della produzione agricola regionale, stimato in 8,5 miliardi. A livello nazionale il valore dell’attività agrituristica è stimato negli ultimi anni vicino ai 2 miliardi di euro, con un valore medio per azienda superiore a 73.300 euro. Questo dato è disponibile solo su scala nazionale.
Belluno è la quinta provincia veneta
Per numero di aziende Belluno è al quinto posto, con 162 agriturismi. Davanti ci sono Verona (525), Treviso (384), Vicenza (245) e Padova (205). Seguono Venezia (159) e Rovigo (58).
Dove si trovano
La distribuzione per aree di interesse turistico mostra una forte concentrazione in pianura e nelle zone di fondovalle. In Valbelluna si trovano 104 aziende, il 64% del totale provinciale. Le altre aree sono più piccole: Marmolada-Civetta ne conta 17, Val Biois-Agordino 13, Comelico e Cadore 10 ciascuno, Cortina 5 e Val Boite 3. La somma dà le 162 aziende provinciali.
Più ristorazione che alloggio
Nel documento, la quota di agriturismi per tipo di autorizzazione si calcola all’interno di ogni provincia. Poiché ogni azienda può avere più autorizzazioni, le percentuali non si sommano. Per Belluno le aziende autorizzate alla ristorazione sono il 65,4%, quelle autorizzate all’alloggio il 60,5%. La degustazione è praticata dallo 0,6% delle aziende, il valore più basso del Veneto, contro un massimo del 15,1% nel vicentino.
Il confronto con le altre province evidenzia la differenza. Verona, Venezia e Rovigo hanno quote di alloggio superiori all’80%. Belluno, dopo Vicenza (52,7%), ha la quota di alloggio più bassa della regione. Per la ristorazione è seconda, dopo Vicenza (73,9%). Il testo della pubblicazione colloca il bellunese, insieme a Padova e Treviso, tra i territori in cui alloggio e ristorazione si equivalgono attorno al 60%.
La capacità ricettiva conferma il quadro. Gli agriturismi bellunesi autorizzati dispongono di 1.109 posti letto, pari al 5,6% dei 19.703 del Veneto, e di 5.507 posti a sedere per la ristorazione, il 9,2% dei 60.115 regionali. La quota di posti a sedere è dunque in linea con quella delle aziende (9,3%), mentre quella dei posti letto è sensibilmente inferiore. Le percentuali sono un calcolo su dati del documento.
La vendita diretta
Il dato più distintivo riguarda i prodotti. Delle 162 aziende bellunesi, 72 vendono prodotti agricoli o alimentari di propria produzione. Sono il 44% del totale, contro il 25,9% dell’intero Veneto indicato nel documento. Il valore regionale coincide con la somma delle aziende che vendono prodotti nelle tabelle territoriali (451 su 1.738).
Le differenze interne alla provincia sono marcate:
- Val Boite: 3 aziende su 3;
- Val Biois-Agordino: 10 su 13;
- Comelico: 6 su 10;
- Marmolada-Civetta: 6 su 17;
- Cadore: 4 su 10;
- Valbelluna: 41 su 104;
- Cortina: 2 su 5.
Nel confronto tra province, la quota bellunese è seconda solo a quella di Rovigo e in linea con quella di Vicenza. Treviso, la seconda provincia per numero di aziende, ha una quota inferiore al 9%. Anche queste percentuali sono un calcolo su dati del documento.
La domanda in montagna
Il documento analizza arrivi e presenze negli agriturismi per comprensorio turistico, non per provincia. La categoria “montagna” riguarda quindi l’intero Veneto, non solo il Bellunese. In questa categoria le presenze del 2025 risultano superiori del 23,4% rispetto al 2019. Prevalgono i turisti italiani, con veneti e lombardi in testa, mentre tra gli stranieri spiccano i tedeschi, seguiti dagli statunitensi. Il soggiorno medio non supera le 3 notti.
Su scala regionale, gli arrivi negli agriturismi con alloggio sono passati da 339mila del 2019 a 486mila del 2025 (+43,4%). Le presenze sono 1,4 milioni (+28,8%), con una crescita inferiore per la riduzione della durata media dei soggiorni. Per il periodo gennaio-luglio 2026 i dati provvisori indicano un aumento del 2,4% degli arrivi e dell’1,1% delle presenze rispetto allo stesso periodo del 2025.
Una lettura dei dati
I numeri descrivono un’offerta bellunese più piccola di quella delle province di pianura, ma con caratteristiche proprie. Il peso della ristorazione e della vendita diretta, insieme alla quota ridotta di alloggio, suggerisce aziende che coinvolgono il visitatore soprattutto attraverso il cibo e i prodotti del territorio. Il documento regionale non attribuisce queste scelte a fattori specifici, e l’interpretazione richiederebbe dati aggiuntivi.




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