Memoria, arte e fede. La Madonna del Lussemburgo trova casa a Vallada Agordina

Redazione | 24 settembre 2026 alle 16:17 | 0 commenti

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Una pagina importante della storia dell’emigrazione bellunese ha trovato il suo compimento domenica 28 giugno quando, nella chiesa parrocchiale di Sachet, a Vallada Agordina, si è svolta la solenne cerimonia di collocazione della Madonna del Lussemburgo, opera dello scultore Aurelio Sabbatini.

L’iniziativa è stata promossa dalla Parrocchia di Vallada Agordina, dall’Associazione Bellunesi nel Mondo e dalla Famiglia Ex Emigranti dell’Agordino, con il patrocinio del Console onorario del Granducato di Lussemburgo a Venezia, a testimonianza del profondo legame che continua a unire il Bellunese e il Paese che, nel secondo dopoguerra, accolse migliaia di emigranti provenienti dalle Dolomiti.

La statua ha una storia lunga e significativa. Realizzata dall’artista Aurelio Sabbatini, venne donata al vescovo di Belluno Muccin nel 1972 in occasione della sua visita agli emigrati bellunesi residenti in Lussemburgo. Da allora l’opera è rimasta custodita per molti anni nel Duomo di Belluno. Oggi quella storia trova finalmente il suo compimento nella comunità di Vallada Agordina, terra profondamente segnata dall’emigrazione.
La giornata si è aperta con la Santa Messa presieduta dal Vescovo emerito Giuseppe Andrich e concelebrata con il parroco don Vito De Vido. La celebrazione, allietata dalla Corale, è stata vissuta con intensa partecipazione dalla comunità e dagli ospiti intervenuti, anche dal Lussemburgo, diventando il momento centrale di una giornata dedicata alla memoria, alla fede e alla riconoscenza verso gli emigranti bellunesi.

Al termine della celebrazione, dopo i discorsi ufficiali, si è svolta la presentazione dell’opera e del suo contesto storico, offrendo ai presenti l’opportunità di ripercorrere una vicenda che attraversa oltre cinquant’anni di storia dell’emigrazione.

Il saluto istituzionale del Comune è stato portato dal sindaco Fabio Luchetta mentre Luca Luchetta, presidente della Famiglia ex emigranti dell’Agordino, ha sottolineato il valore dell’iniziativa quale riconoscimento del contributo offerto dagli emigranti allo sviluppo delle comunità d’origine e di quelle di accoglienza.

Per l’Associazione Bellunesi nel Mondo è intervenuta la vicepresidente Patrizia Burigo che ha ricordato come la Madonna del Lussemburgo rappresenti un segno concreto del legame che continua a unire le comunità emigrate con la terra d’origine. Ha inoltre evidenziato l’importanza di custodire e tramandare la memoria dell’emigrazione alle nuove generazioni, affinché il patrimonio di valori costruito dai nostri emigranti continui a vivere.

Di particolare interesse è stato l’intervento di Maria Luisa Caldognetto, storica delle migrazioni, che ha inserito l’opera di Aurelio Sabatini nel più ampio contesto dell’emigrazione italiana in Lussemburgo, soffermandosi in particolare a illustrare la figura dello stesso Sabbatini, legato al Bellunese da parte materna.

Alex Langini, specialista di arte e tradizioni religiose, ha invece tenuto una relazione dedicata all’ origine e all’evoluzione del culto della Consolatrix Afflictorum patrona del Granducato.
Erano presenti alla cerimonia anche le figlie dello scultore, Bettina e Beatrice. Bettina, affermata artista residente in Lussemburgo, ha ricordato la figura del padre e il valore che questa statua ha sempre avuto per la sua famiglia, esprimendo emozione nel vedere finalmente l’opera trovare una sede definitiva.

Particolarmente toccante anche la testimonianza di Claudio Ganz che ha ricostruito la storia dell’opera e delle vicende che l’hanno portata alla collocazione attuale.

La mattinata si è conclusa con un rinfresco comunitario e il pranzo in compagnia, occasione preziosa per rinsaldare quel senso di appartenenza che caratterizza le comunità degli emigranti bellunesi.
Nel pomeriggio i partecipanti hanno potuto visitare la monumentale Chiesa di San Simon e la Schola dei Battuti, completando così una giornata che ha saputo coniugare spiritualità, arte, storia e cultura del territorio.

P.B.

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