La Regione Veneto rafforza l’impegno nella tutela della salute mentale e cognitiva della popolazione con l’avvio del progetto “Veneti longevi e in buona salute”, inserito all’interno della rete delle Case della Comunità. La misura intende strutturare una risposta concreta all’aumento dei casi di disturbo neurocognitivo (DNC) e contrastare il fenomeno dell’isolamento sociale tra gli anziani e non solo.
L’iniziativa è stata presentata dall’assessore regionale alla Sanità e alla Programmazione sanitaria, Gino Gerosa, in occasione dell’apertura del convegno “Un cambio di passo per il disturbo neurocognitivo nella Regione del Veneto”, tenutosi presso l’Ospedale dell’Angelo di Mestre alla presenza del Direttore generale dell’Area Sanità e Sociale, Giancarlo Ruscitti.
L’intervento regionale affronta un fenomeno in costante crescita legato all’invecchiamento demografico, precisando come la degenerazione neurocognitiva non sia più una condizione esclusiva dell’età avanzata, ma possa manifestarsi anche in fasce di popolazione più giovani. In questo contesto, l’amministrazione punta ad integrare le politiche sanitarie secondo il principio di salute globale “In Universum Salus”.
I capisaldi strategici definiti durante la giornata di studio e confronto tra esperti riguardano quattro aree prioritarie:
- Prevenzione primaria e stili di vita: azione sui fattori di rischio modificabili, che affianca alla corretta alimentazione, all’attività fisica e al controllo cardiovascolare il contrasto attivo alla solitudine.
- Prossimità dei servizi: centralità delle Case della Comunità come presidio territoriale di primo accesso per i cittadini.
- Comunicazione della diagnosi: sviluppo di percorsi idonei a favorire l’alleanza terapeutica tra strutture sanitarie, pazienti e famiglie.
- Rete multidisciplinare: creazione di un network integrato di supporto specialistico dedicato sia alle persone colpite da DNC sia ai rispettivi caregiver.




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