L’associazione ambientalista chiede la sospensione del volume distribuito nelle scuole e contesta le affermazioni del presidente dell’Ordine dei Geologi del Veneto sulle cause del riscaldamento globale
Legambiente Veneto ha inviato una lettera aperta al Comune di Belluno chiedendo la sospensione della distribuzione del volume “Cambiamenti climatici. Scenari, sfide, soluzioni”, promosso dall’amministrazione comunale con il contributo della Regione Veneto. Il documento, firmato dal presidente regionale Luigi Lazzaro, è indirizzato al sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin, all’assessora comunale all’Ambiente Lorenza De Kunovich, all’assessora regionale all’Ambiente Elisa Venturini, all’assessora regionale all’Istruzione Valeria Mantovan e all’Ordine dei Geologi del Veneto.
LE CONTESTAZIONI
Al centro della lettera c’è un contributo firmato dal presidente dell’Ordine dei Geologi del Veneto, Giorgio Giacchetti, contenuto nel volume. Secondo Legambiente, Giacchetti sostiene che l’attuale aumento delle temperature sarebbe riconducibile “molto probabilmente” a cicli climatici naturali di origine astronomica, e non alle emissioni di origine antropica. Una posizione che, scrive l’associazione, contrasta con le conclusioni dell’IPCC, il principale organismo scientifico internazionale sul clima.
Legambiente richiama le repliche già arrivate nei giorni scorsi dal professor Carlo Barbante dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e dal Dipartimento di Geoscienze insieme al Dipartimento Territorio e Sistemi agro-forestali dell’Università degli Studi di Padova, secondo cui l’aumento delle concentrazioni dei gas serra dall’epoca preindustriale a oggi è attribuibile in modo inequivocabile alle attività umane.
LA POSIZIONE DI LEGAMBIENTE
Nella lettera, Legambiente precisa di non voler mettere in discussione la libertà di esprimere opinioni personali, anche minoritarie. Il punto sollevato riguarda invece la responsabilità istituzionale: quando un ente pubblico promuove e distribuisce un contenuto, sostiene l’associazione, non può accreditare una posizione minoritaria come scientificamente equivalente alle conclusioni dell’IPCC, soprattutto se il materiale è destinato alla divulgazione nelle scuole.
Per questo Legambiente chiede al Comune di Belluno di:
- sospendere la distribuzione del volume nella forma attuale;
- procedere a una rettifica scientificamente validata dei contenuti.
L’associazione chiede inoltre alla Regione Veneto di vigilare con maggiore attenzione sulla concessione del proprio patrocinio istituzionale a iniziative di questo tipo, in particolare quando i materiali sono destinati a studenti e studentesse.
LA RICHIESTA ALL’ORDINE DEI GEOLOGI
Un passaggio della lettera è dedicato direttamente all’Ordine dei Geologi del Veneto. Legambiente chiede alle geologhe e ai geologi bellunesi e veneti di convocarsi e di pronunciarsi pubblicamente sulle affermazioni di Giacchetti, chiarendo se rappresentino o meno la posizione dell’Ordine. Qualora l’Ordine non si riconoscesse in quelle posizioni, l’associazione chiede che il presidente venga richiamato a non utilizzare il proprio ruolo istituzionale per sostenere opinioni personali su temi che, scrive Legambiente, esulano dall’ambito della geologia.
Nella lettera, Legambiente sottolinea comunque l’importanza delle competenze geologiche per affrontare i temi del dissesto idrogeologico e dell’adattamento climatico nel territorio bellunese, auspicando che il confronto sulle strategie di intervento prosegua sulla base dei dati scientifici disponibili.




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