Dino Buzzati: a 120 anni dalla nascita via alle celebrazioni con l’anteprima a Palazzo Crepadona

Redazione | 14 settembre 2026 alle 15:30 | 0 commenti

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La città di Belluno si prepara a rendere omaggio a Dino Buzzati in occasione del 120° anniversario della sua nascita. L’articolato programma delle celebrazioni, intitolato “Dino Buzzati: sentirsi portato dal vento” e promosso in sinergia tra il Comune di Belluno, la Fondazione Buzzati, l’Associazione Internazionale Dino Buzzati e il Circolo Cultura e Stampa Bellunese, entrerà nel vivo nel mese di ottobre, ma la rassegna vedrà un primo appuntamento d’anteprima nei prossimi giorni.

L’evento inaugurale, intitolato “Il Tempo e lo Sguardo – Dino Buzzati tra cinema e letteratura”, si terrà giovedì 17 settembre alle ore 18:00 presso la sala conferenze di Palazzo Crepadona. L’appuntamento è promosso dal Circolo Cultura e Stampa in collaborazione con la Biblioteca civica. Relatore dell’incontro sarà Alberto Scandola, Professore Ordinario di cinema, fotografia, radio, televisione e media digitali all’Università di Verona, codirettore della collana “Actors Studio” (Edizioni Kaplan) e vicedirettore di LIMEN (Centro di Ricerca Interdisciplinare sul Fantastico nelle Arti dello Spettacolo).

La conferenza analizzerà il legame profondo tra l’opera di Dino Buzzati e il linguaggio cinematografico. L’obiettivo non sarà limitato all’esame delle trasposizione su schermo, bensì incentrato sull’indagine della natura intrinsecamente audiovisiva della sua scrittura. Attraverso il dialogo tra testi letterari e immagini in movimento, l’incontro metterà in luce i tratti distintivi dell’estetica buzzatiana: la creazione di spazi sospesi, la tensione legata all’attesa e il carattere perturbante del quotidiano, capace di svelare la frattura tra la realtà e la sua percezione.

Una particolare attenzione verrà riservata all’analisi delle pellicole Il deserto dei Tartari (1976) e Un amore (1965). Oltre ai film tratti dai suoi romanzi, l’incontro approfondirà come la scrittura di Buzzati anticipi per molti versi le logiche del montaggio, dell’inquadratura e della sequenzialità visiva, confermando la modernità cinematografica del suo stile letterario.

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