Il bilancio degli incidenti sul lavoro in Veneto continua a mostrare numeri critici. Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering relative al periodo tra gennaio e luglio 2026, si sono registrate 66 vittime complessive sul territorio regionale, con un incremento del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2025 (quando i decessi furono 63). Il Veneto si conferma così in “zona arancione”, presentando un tasso di mortalità superiore alla media nazionale.
L’incidenza a Belluno e il passaggio in zona rossa
Dall’analisi dettagliata delle singole realtà provinciali emerge il peggioramento della provincia di Belluno, inserita dall’Osservatorio in “zona rossa” insieme a Padova e Treviso. Nel territorio bellunese l’indice di incidenza degli infortuni mortali ha toccato quota 22,7 decessi ogni milione di occupati, un valore nettamente superiore sia alla media nazionale (17,8) sia al dato riscontrato a Belluno nello stesso periodo del 2025 (11,1).
I dati in termini assoluti indicano per il territorio bellunese un totale di 5 vittime complessive nei primi sette mesi dell’anno, a fronte di una sola registrazione nel medesimo arco temporale del 2025, segnando l’aumento percentuale più rilevante a livello regionale (+400%). Isolando i soli decessi avvenuti in occasione di lavoro (escludendo quindi gli incidenti in itinere), i casi sul territorio provinciale sono passati da uno a due.
Parallelamente, Belluno rimane la provincia veneta con il minor volume complessivo di denunce di infortunio: 1.747 segnalazioni tra gennaio e luglio 2026, a fronte delle oltre 8.000 rilevate nelle province di Verona, Padova e Vicenza. Il dato relativo all’incidenza calcola tuttavia il rapporto tra il numero delle vittime e il totale degli occupati, permettendo la comparazione della gravità del fenomeno tra territori con dimensioni demografiche differenti
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I dati regionali e le tipologie di infortunio
Su scala regionale, dei 66 infortuni mortali complessivi, 44 si sono verificati durante lo svolgimento delle mansioni lavorative e 22 nel tragitto di spostamento casa-lavoro (in itinere). Tra le vittime sul territorio veneto, 24 erano di nazionalità straniera.
I comparti economici con il maggior numero di denunce di infortunio risultano essere le attività manifatturiere, seguite nell’ordine dall’edilizia, dal commercio, dal settore dei trasporti e magazzinaggio e dal comparto sanitario. Come rilevato dal presidente dell’Osservatorio, Mauro Rossato, la prosecuzione del trend negativo evidenzia la necessità di incrementare gli standard di prevenzione e i controlli nei siti produttivi.




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