Riclassificazione strade provinciali, Ance Belluno: “Non si svuoti Veneto Strade, la montagna ha bisogno di prossimità”

Giulia Francescon | 04 agosto 2026 alle 15:10 | 0 commenti

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Il trasferimento di oltre 350 chilometri di strade provinciali da Veneto Strade ad Anas, operazione ormai vicina alla conclusione, solleva le preoccupazioni del mondo delle costruzioni bellunese. A intervenire è Paolo De Cian, presidente di Ance Belluno, l’associazione dei costruttori aderente a Confindustria Belluno Dolomiti, che chiede di affrontare la questione “con buon senso”, mettendo al centro le esigenze del territorio e il diritto alla mobilità di residenti e imprese.

“Il passaggio ad Anas è eccessivo”

Ance Belluno non contesta la legittimità del percorso in atto, che ha “precise ragioni normative e finanziarie”, ma segnala il rischio di una scelta sbagliata. “Cedere ad Anas oltre 350 chilometri di arterie provinciali e locali è eccessivo”, ha dichiarato De Cian, riferendosi in particolare alle strade di alta quota, dove Veneto Strade avrebbe sempre garantito operatività, conoscenza del territorio, capacità di dialogo e professionalità. Una condizione che, per gli imprenditori edili attivi nelle terre alte, genera preoccupazione diretta.

Non un “no” ad Anas, ma una richiesta di metodo

De Cian precisa che la posizione dell’associazione non è un rifiuto assoluto nei confronti di Anas, né una critica al suo operato, quanto piuttosto la richiesta di un piano razionale che tenga distinte le strade più delicate e fragili della provincia, da gestire e monitorare con attenzione ravvicinata. Un punto sollevato è la distanza tra i centri decisionali: “Il cervello di Veneto Strade è nel Bellunese, quello di Anas a Mestre: non è un dettaglio nemmeno per le imprese che hanno bisogno di interlocutori di prossimità. Un cantiere non vale l’altro”.

L’appello: cautela e confronto

Per Ance Belluno il passaggio di competenze va gestito con cautela, evitando di disperdere il patrimonio di conoscenze e risorse umane accumulato nel tempo da Veneto Strade. L’associazione, che può contare su numerose imprese presenti capillarmente sul territorio, si dichiara disponibile a un confronto franco e concreto con le istituzioni coinvolte nel processo di riclassificazione.

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