Lupo, la Provincia di Belluno spiega il sistema di monitoraggio sul territorio

Redazione | 29 luglio 2026 alle 21:05 | 0 commenti

Tempo di lettura: 4 minuti
0:00 0:00

Vai subito al punto

Ottieni un riassunto chiaro dell’articolo con ChatGPT.

Riassumi con ChatGPT
Condividi con un amico:

L’Amministrazione provinciale illustra le attività condotte dal 2016 in collaborazione con l’Università di Sassari, dopo gli eventi predatori registrati a malga Zoppei

L’Amministrazione provinciale di Belluno, attraverso l’Ufficio Caccia e Pesca e il Corpo di Polizia Provinciale, è impegnata da anni nell’attuazione delle competenze assegnate in materia di grandi carnivori, in particolare lupo e orso.

IL MONITORAGGIO DAL 2016

Nell’ambito del quadro normativo vigente e in applicazione delle direttive della Regione del Veneto, ente a cui lo Stato ha demandato l’attuazione delle misure previste da leggi e regolamenti in tema di grandi carnivori, la Provincia ha avviato il monitoraggio del lupo già dal 2016. Nel tempo l’attività si è affinata, avvalendosi anche del supporto tecnico-scientifico del team di ricerca dell’Università di Sassari, guidato dal professor Marco Apollonio.

IL SISTEMA DELLE FOTOTRAPPOLE

Dal 2024 è attiva una modalità di monitoraggio basata sull’uso di fototrappole disposte secondo una griglia proporzionata all’estensione media dei territori occupati dai branchi presenti in provincia e nell’area prealpina veneta. Il metodo, validato dalla telemetria condotta in parallelo, ha permesso di ottenere un numero realistico di branchi e la loro localizzazione precisa, elemento ritenuto essenziale per qualsiasi valutazione gestionale riferita a individui identificabili.

L’iniziativa, ripetuta ogni anno, ha già confermato nel 2025 la totale ricolonizzazione del territorio provinciale da parte del lupo, mentre i dati relativi al 2026 sono in fase di elaborazione finale. Lo stesso modello di monitoraggio è stato adottato anche dalla Provincia Autonoma di Bolzano nel 2026 e sarà esteso, dal 2027, all’intera fascia montana e pedemontana del Veneto.

LE PROCEDURE DI GESTIONE

Il monitoraggio rappresenta il presupposto per la valutazione delle diverse opzioni di gestione delle criticità che la presenza della specie può determinare per la zootecnia e per i contesti urbani o periurbani. Al raggiungimento dei livelli di criticità previsti dai protocolli regionali, gli agenti del Corpo di Polizia Provinciale, appositamente formati, intervengono applicando le procedure stabilite. La misura della dissuasione, corrispondente al livello di criticità più alto finora riscontrato in provincia, legato a predazioni ripetute su animali domestici, è stata applicata in tre occasioni: nel 2021 sul Monte Grappa, con il supporto del team del professor Apollonio, nel 2022 sul Monte Tomatico, a Feltre, e nel 2023 in Alpago.

Qualora tali iniziative non risultassero risolutive, l’Amministrazione, con il supporto tecnico-scientifico dell’Università di Sassari, trasmette al competente ufficio regionale il rapporto necessario per valutare l’eventuale rimozione di soggetti problematici, opzione considerata estrema e applicabile solo in presenza di danni reiterati nel tempo, secondo le norme MASE e ISPRA, ed esclusivamente nei confronti degli individui responsabili delle criticità.

Per gli eventi predatori a carico del bestiame domestico, la Polizia provinciale garantisce il sopralluogo entro 24 ore dalla segnalazione. Anche le segnalazioni relative a comportamenti ritenuti anomali vengono formalmente acquisite e gestite con tempestività.

IL CASO DI MALGA ZOPPEI

In relazione ai due eventi predatori avvenuti nei giorni scorsi presso malga Zoppei, sul Colle Visentin, con la perdita di diversi capi ovini, la Polizia provinciale ha effettuato i sopralluoghi previsti. Gli accertamenti hanno evidenziato che in entrambe le occasioni la criticità è stata determinata dal verificarsi di un forte temporale diurno in un ambiente particolarmente impervio, condizioni che hanno favorito l’attività predatoria riducendo l’efficacia dei due cani da guardiania presenti.

Per supportare il conduttore del gregge nello spostamento verso un’area meno impervia, gli agenti hanno effettuato servizi mirati con l’impiego di droni, al fine di presidiare la zona e individuare preventivamente la presenza del predatore.

IL TREND DEGLI EVENTI PREDATORI

Secondo i dati forniti dall’Amministrazione, il numero complessivo di eventi predatori a carico degli allevamenti risulta in calo progressivo nell’ultimo triennio, nonostante l’aumento dei branchi censiti in provincia: dopo il picco di 139 episodi nel 2023, si è scesi a 103 nel 2024 e a 73 nel 2025.

LE DICHIARAZIONI

“Tutto questo dimostra la particolare attenzione riservata dalla Provincia di Belluno al tema della presenza del lupo sul territorio”, dichiara Marco Staunovo Polacco, presidente della Provincia di Belluno, “attraverso un costante impegno volto a favorire il dialogo e la collaborazione con gli enti locali. In quest’ottica, la Provincia partecipa attivamente agli incontri e alle iniziative pubbliche promosse dalle amministrazioni comunali e dagli altri soggetti del territorio, contribuendo a fornire informazioni puntuali, ad ascoltare le esigenze delle comunità locali e a promuovere un confronto costruttivo tra tutti gli attori coinvolti. Questa settimana i nostri tecnici saranno, giovedì sera, a Chies d’Alpago, su invito dell’amministrazione comunale”.

“Alla base di ogni attività faunistica – conclude Staunovo Polacco – vi sono la conoscenza approfondita del territorio e il forte legame con esso, elementi indispensabili per una gestione consapevole ed efficace. Questo aspetto diventa ancora più importante quando si devono gestire specie nuove, la cui presenza può avere un forte impatto non solo sugli ecosistemi, ma anche sul piano sociale, economico e culturale. In questi casi, la conoscenza del contesto territoriale e il dialogo con le comunità locali sono fondamentali per adottare strategie di gestione appropriate e condivise”.

L’obiettivo, secondo l’Amministrazione, è affrontare una tematica complessa e di grande rilevanza per il territorio bellunese con un approccio basato sulla condivisione delle conoscenze, sul coinvolgimento delle istituzioni e sul dialogo costante con cittadini, allevatori e portatori di interesse.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi articoli pubblicati

Notizie correlate