Lutto nel mondo dello sport invernale e all’interno della comunità dell’emigrazione veneta. È scomparso Roland Collombin, ex sciatore alpino svizzero, specialista della discesa libera e atleta di primo piano a livello internazionale nei primi anni Settanta. Accanto ai suoi indiscutibili meriti sportivi, la figura di Collombin rimane legata alla provincia di Belluno, territorio con il quale ha mantenuto un rapporto costante e affettuoso per tutta la vita.
A esprimere il proprio cordoglio è stata l’Associazione Bellunesi nel Mondo, che ha voluto ricordare non solo il profilo atletico del campione, ma anche il suo profondo legame identitario con le origini materne.
La storia familiare e il legame con il territorio
Le radici bellunesi di Roland Collombin risalgono alla figura della madre, Livia Tegner. Nata a Sospirolo nel 1919, la donna era emigrata in giovane età in Svizzera, dove aveva successivamente sposato Maurice Collombin. Dalla loro unione nacque Roland, che pur crescendo e gareggiando sotto la bandiera elvetica, non ha mai interrotto i contatti con il paese d’origine della famiglia materna.
Nonostante la notorietà globale derivata dai successi in Coppa del Mondo e dalle medaglie olimpiche, Collombin ha frequentato regolarmente la frazione di Roe e il comune di Sospirolo per far visita ai parenti, tra cui zie e cugini. I residenti e la famiglia ne ricordano la presenza discreta e periodica; l’ultimo soggiorno in provincia di Belluno risaliva a circa un mese e mezzo fa.
Con la sua scomparsa, la comunità dei bellunesi all’estero perde una delle sue figure di maggiore prestigio sportivo, capace di conservare nel tempo un legame concreto e continuativo con la terra d’origine della propria famiglia.
Il commento di Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo
A sottolineare il valore umano e il significato di questo legame è intervenuto direttamente il presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona, con una nota ufficiale:
«La scomparsa di Roland Collombin tocca nel profondo la nostra comunità. Con lui non se ne va soltanto un fuoriclasse dello sci mondiale, ma un esempio straordinario di come le radici bellunesi sappiano resistere al tempo, alle distanze e persino alla grande celebrità.
Roland era un uomo di sport che, pur avendo raggiunto le vette più alte della discesa libera internazionale, ha sempre mantenuto i piedi ben piantati nella terra di sua madre Livia. Il fatto che fosse tornato a Sospirolo appena un mese e mezzo fa testimonia un attaccamento autentico e mai interrotto con Roe e con le nostre valli. Ai suoi familiari e ai parenti bellunesi va il cordoglio più sincero da parte di tutta l’Associazione Bellunesi nel Mondo.»




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