Bar e tavola calda camuffati da associazione sportiva: la Guardia di Finanza di Belluno scopre 130mila euro di redditi non dichiarati

Redazione | 12 giugno 2026 alle 16:36 | 0 commenti

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I finanzieri del Comando Provinciale di Belluno hanno concluso un’indagine che ha portato alla luce una associazione sportiva dilettantistica rivelatasi in realtà un’attività commerciale a tutti gli effetti. Dietro la veste giuridica dell’ente sportivo si celava un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande — bar e tavola calda — aperto a qualsiasi utente e gestito in assenza di partita IVA, scritture contabili e dichiarazioni fiscali. In tre anni, i redditi non dichiarati ammontano a circa 130mila euro.

L’indagine della Tenenza di Auronzo di Cadore

Gli accertamenti sono stati condotti dalla Tenenza di Auronzo di Cadore nell’ambito delle attività di contrasto all’economia sommersa e all’evasione fiscale. I finanzieri hanno accertato che l’associazione svolgeva in via esclusiva un’attività commerciale di somministrazione di alimenti e bevande rivolta alla clientela generica, in aperta violazione delle norme tributarie che disciplinano le organizzazioni no profit e il relativo regime agevolato.

L’ente non aveva richiesto l’attribuzione della partita IVA, non aveva istituito le scritture contabili obbligatorie, non aveva installato il registratore telematico e non aveva presentato alcuna dichiarazione fiscale ai fini delle imposte dirette, dell’IVA e dell’IRAP.

Slot machine e ulteriori entrate in nero

Nel corso degli accertamenti è emerso un ulteriore elemento: l’associazione gestiva anche tre slot machine, le cui entrate erano anch’esse sottratte integralmente all’imposizione erariale.

Il metodo investigativo e i risultati

Per definire la reale dimensione dell’attività commerciale occultata, i finanzieri hanno consultato le banche dati in uso al Corpo, inviato questionari ai fornitori del soggetto ispezionato e condotto uno scambio informativo mirato con l’Agenzia delle Entrate. Le risultanze hanno permesso di ricostruire una base imponibile netta ai fini delle imposte dirette pari a circa 130mila euro e una maggiore IVA per oltre 10mila euro.

Il contribuente ha manifestato l’intenzione di aderire al verbale di constatazione redatto, consentendo all’Agenzia delle Entrate di emettere in tempi rapidi gli avvisi di accertamento relativi alle contestazioni.

Il contesto: uso distorto dello strumento associazionistico

Il caso rientra in un fenomeno su cui la Guardia di Finanza mantiene alta l’attenzione: l’utilizzo strumentale della forma giuridica associativa per eludere il fisco e praticare concorrenza sleale nei confronti sia degli enti sportivi che operano nella legalità, sia delle imprese commerciali del territorio che rispettano gli obblighi fiscali.

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