Due interventi recenti della Squadra Volante della Questura di Belluno hanno portato alla denuncia di quattro giovani per reati distinti: nel primo caso, un atto di protesta contro la scuola tradottosi in imbrattamento di edificio e porto di oggetti atti a offendere; nel secondo, l’incendio doloso di un cassonetto e un furto in un esercizio commerciale del centro città. Dinamiche, motivazioni e contesti diversi, ma un denominatore comune: autori minorenni o appena maggiorenni.
Il graffito sul liceo: la protesta finisce in denuncia
Nella notte tra venerdì 5 e sabato 6 giugno, un equipaggio della Volante ha fermato un giovane neo-maggiorenne nei pressi di un istituto scolastico del capoluogo. L’uomo era in possesso di una scala di ferro e il suo comportamento ha insospettito gli agenti, che hanno approfondito il controllo. Nello zaino sono stati trovati bombolette spray, latte di vernice e un coltellino svizzero di circa 15 cm; gli indumenti erano sporchi di vernice.
Il ragazzo ha poi ammesso di aver realizzato un graffito di protesta sulle pareti esterne della palestra scolastica insieme a un’amica, che lo attendeva in auto nelle vicinanze. I due avevano documentato l’azione con una videocamera GoPro. Negli zaini sono stati rinvenuti anche fogli anonimi con frasi di dissenso nei confronti dell’istituzione scolastica.
Entrambi sono stati denunciati per deturpamento e imbrattamento di cose altrui. Il ragazzo è stato denunciato anche per porto di armi e oggetti atti a offendere.
Il Questore convoca i ragazzi: dalla denuncia al dialogo
Il Questore ha scelto di incontrare i due giovani nelle ore immediatamente successive ai fatti. Nel corso del colloquio ha riconosciuto la legittimità del dissenso giovanile, sottolineando al tempo stesso come esso debba essere espresso attraverso forme lecite e concordate, per non trasformare un’iniziativa con finalità positive in un reato.
L’incontro in Questura ha offerto l’occasione di riunire i ragazzi, i rispettivi familiari e il preside dell’istituto coinvolto. Il dirigente scolastico ha invitato i due a richiedere formalmente degli spazi all’interno della scuola dove esprimere la propria creatività: pareti destinate a graffiti e disegni che, nelle intenzioni, potrebbero anche contribuire a migliorare l’aspetto del plesso scolastico.
Si precisa che il procedimento penale non è ancora concluso e che le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate con sentenza passata in giudicato.
L’incendio del cassonetto al parco Bologna
Di natura differente il secondo episodio. Nel tardo pomeriggio del 3 maggio 2026, due giovani — nati rispettivamente nel 2005 e nel 2006 — hanno appiccato fuoco a un bidone dell’immondizia all’ingresso del parco Bologna, nel centro di Belluno, per poi fuggire a bordo di un’automobile.
La Sala Operativa della Questura ha individuato il veicolo attraverso le immagini delle telecamere di videosorveglianza. La Volante ha rintracciato e fermato l’auto in breve tempo. A bordo, oltre ai due giovani, sono stati trovati alcuni segnaposti sottratti a un vicino McDonald’s, successivamente restituiti all’esercizio commerciale.
I due sono stati denunciati per furto e per danneggiamento seguito da incendio. Anche in questo caso il procedimento penale è ancora in corso e le responsabilità dovranno essere accertate in sede giudiziaria.




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