Un cittadino straniero è stato aggredito fisicamente da un gruppo di giovani nel centro di Belluno nella notte del 22 marzo scorso. A dare l’allarme è stato un passante, che ha contattato il numero di emergenza 113 segnalando l’aggressione in corso. I responsabili si erano già dati alla fuga all’arrivo delle forze dell’ordine.
La vittima è stata soccorsa dal personale del 118 e medicata per le contusioni riportate. Le è stata assegnata una prognosi di otto giorni, con dimissioni avvenute in giornata.
Indagini affidate alla Squadra Mobile
Le prime dichiarazioni rese dalla vittima sulle caratteristiche fisiche degli aggressori si sono rivelate inizialmente frammentarie. La svolta investigativa è arrivata dall’analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza installate in città, condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Belluno.
Le immagini hanno consentito di ricostruire la sequenza dei fatti: un primo incontro tra la vittima e il gruppo di ragazzi, un diverbio verbale degenerato in aggressione fisica. In totale, sei le persone identificate come partecipanti all’episodio. Due di esse sono minorenni e sono state deferiti alle autorità giudiziarie competenti per i minori.
L’aggressione diffusa sui social
Gli investigatori hanno inoltre accertato che le immagini dell’aggressione sono state condivise attraverso i canali social, elemento che aggrava ulteriormente il quadro e che ha contribuito all’attività di identificazione.
Un episodio nuovo per Belluno, il rischio di emulazione
Le forze dell’ordine sottolineano la gravità delle modalità con cui l’aggressione è stata condotta, rilevando che l’episodio avrebbe potuto avere conseguenze ben più serie per la vittima. Si tratta, secondo quanto comunicato dalla Questura, di un fatto finora senza precedenti nel contesto bellunese, che desta preoccupazione per la possibilità di fenomeni emulativi.




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