I cantieri per la riqualificazione di via Feltre a Belluno non si fermano. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto ha infatti bocciato la richiesta di sospensiva presentata contro i lavori, permettendo all’amministrazione comunale di dare continuità a un intervento già avviato. Nonostante si tratti di una pronuncia in fase cautelare, i giudici sono entrati nel vivo delle contestazioni, ritenendole infondate e legittimando l’operato del Comune, difeso in sede legale dall’avvocato civico Paolo Vignola.
La reazione del Comune: «Premiato il rigore dei nostri uffici»
L’esito del pronunciamento ha incassato l’immediata soddisfazione del sindaco Oscar De Pellegrin. Il primo cittadino ha sottolineato come la sentenza riconosca la qualità degli approfondimenti tecnici compiuti dalla macchina comunale.
L’opera, concepita per risolvere problemi di viabilità e sicurezza che si trascinavano da anni in uno dei principali ingressi della città, punta a raggiungere diversi obiettivi strategici:
- Elevare gli standard di vivibilità del quartiere;
- Mettere in sicurezza i percorsi pedonali e abbattere le barriere negli spazi pubblici;
- Rilanciare l’accessibilità a vantaggio dei negozi e delle attività commerciali della zona.
Il sindaco ha inoltre rimarcato la natura dell’operazione, finanziata grazie a risorse private, che consente di rimodernare l’area urbana a costo zero per le casse pubbliche, confermando comunque la volontà di mantenere un canale di dialogo aperto con i residenti.
I nodi tecnici sciolti dalla sentenza: patrimonio storico e tutela del verde
L’ordinanza del Tar del Veneto ha fatto chiarezza sui punti più discussi del progetto, smontando i dubbi di carattere storico e ambientale:
- Il ruolo della Soprintendenza: le contestazioni sul mancato coinvolgimento dell’ente sono state superate, poiché i lavori previsti vicino a Villa Prosdocimi non fanno parte del lotto esecutivo attuale. Qualsiasi modifica futura resterà legata all’acquisizione delle aree e ai relativi permessi.
- Il vincolo sui tigli: i magistrati hanno escluso la presenza di un interesse storico-culturale filari di alberi, ricordando che l’assetto attuale della strada e la piantumazione risalgono solo alla metà degli anni Sessanta.
- La qualità del progetto: la pianificazione urbanistica è stata giudicata coerente e proporzionata rispetto alle necessità di risanamento dell’asse stradale.
Un passaggio chiave della decisione riguarda la gestione ambientale: il tribunale ha rilevato che il piano non punta a cancellare il verde pubblico, ma a riorganizzarlo. Le nuove soluzioni consentiranno alle alberature di svilupparsi in condizioni migliori, garantendo la sostenibilità dell’intervento nel tempo.




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