Una complessa attività di indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di Sedico, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Belluno, ha portato allo smantellamento di un radicato e strutturato giro di prostituzione all’interno del territorio provinciale. L’operazione, denominata “Happy Ending”, ha interessato tre centri estetici e massaggi situati nei comuni di Sedico, Ponte nelle Alpi e Santa Giustina, strutture che sono state poste sotto sequestro e chiuse a seguito dell’intervento dei militari dell’Arma e dell’Autorità Giudiziaria.
L’indagine, sviluppata attraverso prolungati servizi di osservazione, pedinamento e riscontri operativi, ha svelato i contorni di un’attività illecita che fruttava fino a 60.000 euro al mese. I locali, protetti da vetrine oscurate con pellicole coprenti e gestiti formalmente tramite regolari contratti di locazione, celavano in realtà un sistema di sfruttamento ai danni di ventitré donne, mantenute in una condizione di forte isolamento logistico e personale.
L’organizzazione logistica e la gestione remota
Gli accertamenti dei Carabinieri hanno evidenziato come l’intera rete criminale venisse amministrata con modalità centralizzate da remoto. Il reclutamento e il primo contatto con i clienti avvenivano tramite inserzioni esplicite pubblicate su portali internet dedicati agli incontri. Le telefonate dei potenziali clienti non venivano gestite dalle donne presenti nei singoli centri del bellunese, bensì da un unico punto di coordinamento telefonico incaricato di fissare gli appuntamenti e fornire le indicazioni stradali per raggiungere i locali, appositamente lasciati privi di insegne esterne.
La figura posta al vertice operativo del sodalizio si occupava della riscossione tecnica dei proventi finanziari, della turnazione periodica delle donne tra le varie sedi per variare l’offerta e del rifornimento dei beni di prima necessità e dei materiali di consumo. Le donne impiegate all’interno delle strutture vivevano stabilmente all’interno degli stessi appartamenti adibiti a centri massaggi, operando in regime di totale dipendenza dall’organizzazione e senza alcuna autonomia nella determinazione delle tariffe per le prestazioni, che risultavano rigidamente prefissate tra i 40 e i 100 euro.
I volumi dell’attività e i sequestri effettuati
Il volume del giro d’affari monitorato dai Carabinieri ha confermato l’elevata frequenza degli accessi alle strutture, con una media stimata di circa sette clienti giornalieri per ciascuna sede e un passaggio continuo di utenti ogni venti o trenta minuti. Nel solo insediamento di Sedico, i militari dell’Arma hanno documentato centosei ingressi di soli clienti di sesso maschile nell’arco di due sole settimane di osservazione continua.
Al momento dell’irruzione e della contestuale perquisizione dei locali, i Carabinieri hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro importanti quantitativi di materiale probatorio e denaro contante ritenuto provento dell’attività illecita. Nello specifico, all’interno della sede di Sedico sono stati recuperati 740 preservativi e 2.820 euro in contanti. Nel centro di Ponte nelle Alpi sono stati rinvenuti oltre 250 preservativi e 2.125 euro in banconote di piccolo taglio, mentre nella struttura di più recente apertura a Santa Giustina sono stati sequestrati 294 preservativi, 755 euro in contanti e un registro manoscritto contenente la contabilità occulta delle prestazioni effettuate.
I provvedimenti giudiziari
L’esito delle attività investigative ha determinato l’iscrizione nel registro degli indagati di undici persone complessive, tutte di età compresa tra i 25 e i 65 anni, ritenute responsabili a vario titolo di favoreggiamento, sfruttamento e organizzazione della prostituzione. Sulla base del quadro probatorio raccolto, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Belluno ha emesso un’ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Belluno nei confronti delle due figure ritenute al vertice dell’organizzazione, nello specifico la direttrice operativa del sistema e il responsabile della logistica.
I numerosi clienti dei tre centri, appartenenti a differenti estrazioni sociali e fasce anagrafiche, sono stati formalmente ascoltati dai militari in qualità di persone informate sui fatti, fornendo elementi utili a confermare l’impianto accusatorio formulato dagli inquirenti. Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Belluno ha ribadito l’importanza della vigilanza capillare sul territorio per intercettare i segnali di tali fenomeni di illegalità a tutela della dignità delle persone vulnerabili, ricordando che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini e che la colpevolezza dei soggetti dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile.




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