Longarone, aperto il nuovo ponte di Dogna: un’opera da 3 milioni di euro per mobilità e sicurezza idraulica

Redazione | 16 maggio 2026 alle 23:16 | 0 commenti

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È stato ufficialmente aperto al traffico il nuovo ponte di Dogna, un’infrastruttura strategica per il territorio di Longarone che ripristina e modernizza il collegamento stradale tra le località di Dogna e Provagna. Il taglio del nastro, avvenuto alla presenza delle autorità regionali e locali, segna la conclusione di un iter realizzativo volto non solo al ripristino della viabilità interrotta dall’ondata di maltempo del 2018, ma anche alla messa in sicurezza complessiva dell’area dal punto di vista idrogeologico.

L’intervento ha comportato un investimento complessivo di 3 milioni di euro, suddiviso equamente tra la realizzazione della nuova struttura d’attraversamento e una serie di articolate opere di difesa spondale e idraulica lungo il torrente Rui De La Crose.

Caratteristiche strutturali del nuovo viadotto

Il nuovo ponte sorge in affiancamento alla precedente struttura stradale che era stata gravemente danneggiata e travolta dagli eventi alluvionali dell’autunno 2018. L’opera attuale è stata progettata secondo i più moderni criteri ingegneristici e di durabilità, adottando una struttura mista in acciaio-Corten, materiale scelto per le sue elevate proprietà di resistenza alla corrosione atmosferica e per il ridotto impatto manutentivo nel lungo periodo.

Dal punto di vista funzionale, la piattaforma stradale ospita una carreggiata a doppio senso di marcia, superando i limiti di transito della vecchia configurazione. Sul lato ovest del viadotto è stata inoltre integrata una passerella ciclopedonale protetta, finalizzata a garantire la sicurezza del transito locale non motorizzato e a favorire i collegamenti di mobilità dolce tra le due sponde. Il finanziamento di questa specifica parte dell’opera, pari a 1,5 milioni di euro, è derivato dallo stanziamento del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea (FSUE).

Gli interventi di difesa idraulica e geologica

Il progetto, coordinato dalla società Veneto Strade, ha affrontato in modo integrato la vulnerabilità del sito. La costruzione del solo viadotto è stata infatti ritenuta insufficiente senza un adeguato consolidamento dell’alveo e delle sponde del torrente Rui De La Crose. Per questa ragione, parallelamente al cantiere principale, è stato stanziato un ulteriore finanziamento di 1,5 milioni di euro destinato esclusivamente alle difese geologiche e idrauliche.

I lavori di mitigazione del rischio hanno previsto la realizzazione di paratie berlinesi in micropali, il posizionamento di scogliere protettive in massi ciclopici e la costruzione di muri di sostegno nei punti critici. Al fine di stabilizzare il fondo del torrente e regolarne il flusso in caso di pieni regimi, sono state inoltre posizionate soglie di fondo in acciaio Corten. I progettisti hanno sottolineato come le due componenti dell’opera – il ponte e le difese idrauliche – siano state concepite per operare in sinergia strutturale, garantendosi protezione reciproca di fronte a eventuali eventi meteorologici straordinari.

Sinergia istituzionale

Il completamento dell’infrastruttura rappresenta il risultato di un coordinamento tecnico e amministrativo che ha visto coinvolti il Comune di Longarone, la Regione del Veneto e Veneto Strade. L’integrazione tra i fondi comunitari straordinari e le risorse regionali destinate alla difesa del suolo ha permesso di restituire alla comunità bellunese un collegamento stabile e dimensionato secondo i flussi di traffico odierni.

Alla cerimonia formale di inaugurazione e di apertura del transito hanno preso parte l’Assessore regionale Dario Bond, il Direttore Generale di Veneto Strade Giuseppe Franco e il Sindaco di Longarone Roberto Padrin, i quali hanno espresso conformità per il rispetto dei requisiti tecnici e per la riconsegna di un’opera attesa dalla cittadinanza e fondamentale per la resilienza logistica della vallata.

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