Il 2025 si chiude per il Soccorso Alpino e Speleologico Veneto (Cnsas) con un bilancio operativo che conferma un trend in costante crescita. Per il quinto anno consecutivo, il numero di persone soccorse ha superato le 1.200 unità, raggiungendo quota 1.354 soggetti assistiti nel corso di 1.199 interventi complessivi.
I dati, presentati oggi dalla struttura regionale, evidenziano un’efficienza operativa consolidata ma accendono un riflettore critico sulle modalità di frequentazione della montagna, caratterizzate spesso da una preoccupante carenza di preparazione tecnica e fisica.
I numeri del soccorso in Veneto
L’attività, svolta in stretta sinergia con le centrali operative del Suem 118 (Pieve di Cadore, Padova, Treviso, Verona e Vicenza), è stata prevalentemente di natura sanitaria. Tuttavia, si registrano anche 17 interventi a supporto della Protezione Civile e 71 operazioni di ricerca per persone scomparse o non rientrate.
L’identikit del soccorso nel 2025:
- Genere: uomo (67%)
- Nazionalità: italiana (74%)
- Fascia d’età prevalente: 20-30 anni (18%)
- Attività principale: escursionismo (52%)
- Causa primaria: caduta, inciampo o scivolata (22%)
Il ruolo dell’elicottero e delle squadre a terra
L’impiego del mezzo aereo si è ormai stabilizzato su una quota compresa tra il 40% e il 45% degli interventi totali. Nonostante l’importanza strategica dell’elicottero, il Cnsas sottolinea come il lavoro delle squadre a terra resti insostituibile: oltre il 55% delle missioni viene risolto esclusivamente via terra, e anche in caso di sorvolo, i volontari garantiscono il supporto logistico fondamentale per l’individuazione degli ostacoli e il recupero dei compagni di escursione.
Prevenzione e “utenti illesi”: il peso dell’imprudenza
Un dato particolarmente significativo riguarda lo stato di salute dei soccorsi: il 41,37% degli interventi ha riguardato persone illese. Si tratta di escursionisti che richiedono l’intervento dei soccorritori per incapacità, perdita di orientamento o sfinimento.
“La prevenzione è la vera arma che può far calare gli interventi,” ha dichiarato Giuseppe Zandegiacomo Sampogna, Presidente del Cnsas Veneto. “Ci piacerebbe che i dati operativi fossero in calo, perché significherebbe meno incidenti. La montagna va rispettata e vissuta con prudenza”.
Un altro punto critico è la copertura assicurativa: il 96% dei soccorsi non è iscritto al CAI né dispone di un’assicurazione specifica, un dato che evidenzia una diffusa superficialità nonostante gli oneri economici che tali interventi possono comportare per l’utente in assenza di urgenza sanitaria.
Formazione e Innovazione Tecnologica
L’efficacia del servizio poggia su una formazione rigorosa. Nel 2025 sono stati realizzati 1.614 eventi formativi, per un impegno totale di circa 115.000 ore/uomo. Significativo l’apporto tecnologico delle Delegazioni, come le Prealpi Venete, dove il gruppo piloti UAS (droni) è diventato strategico nelle ricerche notturne grazie all’utilizzo di telecamere termiche.
Il dettaglio delle attività
| Attività | Percentuale interventi |
| Escursionismo | 52,1% |
| Sci | 12% |
| Alpinismo/Progressione | 9% |
| Bicicletta (MTB/E-bike) | 4% |
| Sport dell’aria | 4% |
Mentre il settore alpino gestisce la massa dei flussi turistici, la Delegazione Speleologica segnala interventi numericamente inferiori ma di estrema complessità tecnica, operando in una regione che vanta il primato nazionale per numero di cavità naturali censite.
Contatti e Informazioni:
Il Soccorso Alpino invita tutti i frequentatori delle “terre alte” a consultare i bollettini meteo e a valutare onestamente le proprie capacità prima di intraprendere qualsiasi itinerario. Maggiori informazioni sono disponibili sui canali social ufficiali del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto.




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