Persi tra i canali del Monte Rite: soccorsi nella notte due escursionisti veneziani

Redazione | 02 maggio 2026 alle 09:20 | 0 commenti

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Si è concluso con il rientro a valle, intorno alle 22:30 di ieri, venerdì 1° maggio, l’intervento di recupero che ha visto impegnato il Soccorso Alpino di Pieve di Cadore sul versante del Monte Rite.

La dinamica dell’incidente

Due giovani di 27 anni, residenti a Venezia, avevano pianificato un’escursione con partenza dalla località Pianezze, nel comune di Cibiana di Cadore. Dopo aver raggiunto regolarmente la croce sulla sommità del monte, i due hanno iniziato la discesa.

Tuttavia, durante il rientro, gli escursionisti hanno perso la traccia del sentiero principale, imboccando erroneamente un canale caratterizzato da prati estremamente ripidi. La discesa fuori sentiero li ha portati a trovarsi bloccati al di sopra di alcuni salti di roccia, impossibilitati a procedere in sicurezza o a tornare autonomamente sui propri passi.

Le operazioni di salvataggio

Resisi conto della situazione di pericolo, i giovani hanno allertato la Centrale del 118. Grazie ai sistemi di geolocalizzazione, gli operatori sono riusciti a individuare la posizione esatta dei due ventisettenni, mettendoli immediatamente in contatto telefonico con i tecnici del Soccorso Alpino.

Mentre una squadra composta da sei soccorritori risaliva a piedi il sentiero originale, ai ragazzi è stato fornito supporto telefonico e l’indicazione di provare a risalire una parte del pendio per facilitare l’incontro.

Il ricongiungimento è avvenuto in località Giau de Roan. Qui, i tecnici del Soccorso Alpino hanno:

  • Messo in sicurezza i ragazzi tramite imbraghi.
  • Utilizzato le corde per assicurarli durante il superamento del tratto più scosceso.
  • Riaccompagnato il gruppo sul sentiero battuto.

Il rientro

Una volta superata la sezione critica, gli escursionisti sono stati scortati fino al parcheggio in località Pianezze, dove avevano lasciato le proprie automobili. Nonostante la stanchezza e il ritardo, i due giovani non hanno riportato conseguenze fisiche.

L’episodio sottolinea ancora una volta l’importanza di mantenere la traccia dei sentieri segnalati, specialmente in aree dove la conformazione del terreno può nascondere insidie verticali non immediatamente visibili durante la discesa.

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