L’attività di contrasto alla violenza di genere condotta dall’Arma dei Carabinieri prosegue con il monitoraggio dei soggetti già inseriti nella rete del “Codice Rosso”. Nella serata del 30 aprile, i militari della Stazione di Belluno hanno tratto in arresto un pensionato residente nel capoluogo, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale locale.
L’aggravamento della misura cautelare
Il provvedimento restrittivo rappresenta un inasprimento delle precedenti misure a cui l’uomo era già sottoposto nell’ambito di un procedimento penale per atti persecutori (stalking). In precedenza, nei confronti del soggetto erano stati disposti:
- L’allontanamento dalla casa familiare.
- Il divieto di avvicinamento alla persona offesa.
- Il monitoraggio costante tramite braccialetto elettronico.
Le violazioni accertate dai Carabinieri
La decisione dell’Autorità Giudiziaria di disporre la detenzione in carcere è scaturita dalle attività di vigilanza condotte dai Carabinieri di Belluno. Nonostante le prescrizioni vigenti, i militari hanno accertato ripetute violazioni da parte dell’uomo alle regole imposte per la tutela della vittima.
Le segnalazioni inoltrate alla Procura della Repubblica hanno permesso di evidenziare un quadro di pericolosità sociale ancora attuale, portando alla sostituzione delle misure meno afflittive con la custodia cautelare in carcere.
Tutela delle vittime e prevenzione
L’operazione conferma l’attenzione dedicata dalle Forze dell’Ordine alla prevenzione dei reati di genere e alla verifica del rispetto delle disposizioni dei magistrati. Il costante controllo del territorio e dei soggetti sottoposti a misure cautelari rimane uno strumento fondamentale per garantire l’incolumità delle persone offese.
Le Istituzioni rinnovano l’invito alle vittime di condotte persecutorie a mantenere alta la fiducia nel sistema giudiziario e a procedere con le denunce necessarie per attivare i protocolli di protezione previsti dalla normativa vigente.




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